Nel Piano casa 2014 del governo Renzi è contenuta una norma che regola il regime della cedolare secca sugli affitti, abbassando l'aliquota dal 15% al 10%. In questo articolo cercheremo di comprendere chi può affidarsi al regime facoltativo della cedolare secca 2014, e, con l'aiuto dell'Agenzia delle Entrate, cercheremo di capire come funziona. Infine, identificheremo che tipo di vantaggi dà.

Affitti, cedolare secca 2014 al 10%: cos'è e chi può usufruirne

La cosiddetta cedolare secca sugli affitti rappresenta una modalità facoltativa mediante la quale si paga un'imposta (la cui aliquota dovrebbe scendere al 10% con il Piano casa del governo Renzi), che sostituisce l'Irpef e le addizionali, dovute secondo il regime d'imposta "normale" sugli affitti.

Con il regime della cedolare secca, anche per il 2014, non è previsto il pagamento dell'imposta di registro e dell'imposta di bollo, solitamente necessarie per qualsiasi operazione che si compie sugli affitti, dalle registrazioni alle risoluzioni. La cedolare secca non può però sostituire l'imposta di registro dovuta per la cessione del contratto d'affitto.

Coloro che si affidano, per quanto riguarda gli affitti, alla cedolare secca rinunciano alla possibilità di richiedere l'aggiornamento Istat del canone di locazione.

Possono usufruire del regime della cedolare secca 2014 tutte le persone fisiche che sono titolari di un diritto di proprietà o diritto reale di godimento di un immobile (come, per fare un esempio, l'usufrutto).

L'unica limitazione si ha nei confronti di coloro che affittano immobili per attività di impresa o professionali o commerciali.

Affitti, cedolare secca 2014 al 10%: come funziona con il Piano Casa del governo Renzi

La misura pensata dal Piano casa del governo Renzi consiste nell'abbassamento dell'aliquota della cedolare secca al 10%, soltanto nel momento in cui rispettino tutti i requisiti che si ritrovano nell'art. 2 e nell'art. 8 della legge sulle locazioni. Cosa significa? Significa che i contratti di affitto andranno calcolati a seguito di accordi che vengono stipulati localmente tra associazioni di proprietari da un lato e sindacati di inquilini e Comuni dall'altro. L'abbassamento dell'aliquota dovrebbe condurre a un risparmio si per coloro che affittano sia per coloro che prendono in affitto.

Vediamo precisamente come funziona attraverso un esempio.

Uno studio pubblicato sul Corriere della Sera mostra come la convenienza fiscale con il regime della cedolare secca 2014 toccherà entrambe le persone che stipulano il contratto di affitto. Ponendo che un proprietario decida per il regime della cedolare secca 2014 e fitti il suo immobile a un prezzo concordato di 500 euro, invece dei 700 euro del prezzo del mercato tramite affitto libero, l'inquilino avrà immediatamente uno sconto di quasi il 30%. Secondo i calcoli del Corriere della Sera, in questa circostanza, mediante la cedolare secca al 10%, il proprietario dell'immobile del nostro esempio guadagnerebbe all'incirca 4.500 euro in più (nei cinque anni di durata del contratto di affitto mediante cedolare secca) che con il contratto libero.