Importantissima pronuncia della Corte Costituzionale, chi denuncia un affitto in nero non ha più diritto al canone ridotto previsto dal decreto legislativo 23 del 2011.

Andiamo con ordine: il decreto legislativo è un atto emanato dal Governo su delega del Parlamento, il Governo nell'emanare il decreto legislativo ha l'obbligo di non travalicare la legge di delega approvata dal Parlamento. La questione di legittimità costituzionale era stata posta da vari tribunali tra cui Salerno, Palermo e Firenze

In base alla sentenza della Corte Costituzionale n° 50 del 2014 i commi 8 e 9 dell'articolo 3 del decreto legislativo 23 del 2011, nello stabilire i particolari vantaggi per l'affittuario che denuncia l'affitto in nero, travalica la legge di delega 5 maggio 2009 n°42 e quindi vi è violazione dell'articolo 76 della Costituzione che disegna i poteri del Governo.

Non solo questa però la causa di illegittimità, rileva la Corte Costituzionale che il canone basso imposto dalla legge va a deprimere le entrate IRPEF in contrasto con gli obiettivi della stessa legge di delega, inoltre, la sanzione è posta solo sul locatore anche se l'obbligo di chiedere la registrazione incombe anche sul conduttore (inquilino) e crea in questo modo beneficio su una parte che era comunque obbligata a chiedere la registrazione del contratto, non si applica ai locali commerciali con violazione dell'art.

3 della Costituzione e, infine, mortifica in eccesso il diritto di proprietà con violazione dell'art. 42 Costituzione.

Cosa prevede il decreto legislativo in oggetto?

La legge stabilisce che il proprietario che cede in locazione un immobile deve entro 30 giorni dalla firma provvedere alla registrazione delcontratto di locazione, indicando anche il giusto prezzo per cui si loca. Nel caso in cui non provveda in tale termine potrà essere lo stesso affittuario o locatario a procedere alla registrazione, ottenendo così una forte riduzione del canone rispetto a quelli che sono gli importi comunemente offerti per questo tipo di servizio, in base ovviamente alle condizioni dell'immobile, alle dimensioni e alla zona in cui si trova.

Oltre alla riduzione del canone si ottiene un prolungamento dei termini, ovvero, vi è il diritto ad avere il contratto 4+4 e restare nell'immobile fino ad 8 anni.

L'inquilino può denunciare anche nel caso in cui paghi un canone maggiore rispetto a quello indicato nel contratto ottenendo ugualmente benefici.

Questa legge voleva essere una sanzione per i proprietari che non dichiarano i redditi provenienti dagli affitti in nero.

Abitudine molto diffusa specialmente nelle città universitarie dove gli studenti pagano canoni elevati che però non vengono dichiarati. La norma stava ottenendo un buon riscontro tra gli inquilini.

Cosa succede in seguito alla sentenza C. Cost. 50/2014?

Le norme dichiarate incostituzionali è come se non fossero mai entrate nel nostro ordinamento e quindi sono eliminate ex tunc, gli inquilini non potranno beneficiare dei canoni ridotti che dovranno quindi essere riportati ai valori di mercato, coloro che ne avessero approfittato vedono decadere i benefici , inoltre, potrà ricominciare l'eventuale procedura di sfratto laddove ve ne sono le condizioni.

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