In Italia quello dei servizi di telecomunicazioni, con particolare riferimento alla telefonia cellulare, è uno dei mercati più aperti rispetto invece all'energia ed alle assicurazioni. Pur tuttavia nel nostro Paese il cliente non è visto, nell'ambito di un rapporto di reciproca fiducia, come un soggetto da coccolare, cui offrire servizi di qualità al prezzo più basso possibile, ma come un pollo da spennare.
Questo è quanto, tra l'altro, fa presente l'Aduc nel commentare i dati di un'indagine che, condotta su 28 mila cittadini europei, evidenzia come all'estero si utilizzi poco il cellulare a causa della presenza dei costi di roaming.
In pratica, per essere ostinati ad applicare costi, i gestori di telefonia cellulare sui servizi per l'estero rinunciano ad un mercato che è rappresentato da ben 300 milioni di consumatori circa a fronte di penalizzazioni che scattano anche per l'indotto con particolare riferimento alla filiera legata alla realizzazione ed alla messa in commercio delle app.
Eppure in Paesi come la Francia, sottolinea l'Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, su quasi tutti i clienti sono stati eliminati i costi di roaming senza che ci sia stata una qualche crisi per il mercato interno della telefonia mobile.
E quando con i servizi l'utente ha dei problemi non sempre questi vengono risolti con tempestività e con efficienza. L'Aduc in merito fa presente come oltre la metà delle richieste di aiuto che gestisce, attraverso i servizi di consulenza, riguardi proprio il settore delle telecomunicazioni.