Gli abusi sessualidel cappellano: sembra il titolo di un film porno, ma è la tristevicenda di cui è accusato don Alberto Barin, 52 anni, ex cappellanodel carcere di San Vittore a Milano. Il caso balza ai clamori dellecronache nel novembre del 2012, quando l'uomo viene tratto in arrestoper violenza sessuale continuata e pluriaggravata e perconcussione.
Pare che già dal2008, l'uomo mitigasse il dramma umano di alcuni giovani detenuti,alleviando le loro sofferenze, piuttosto che con il proprio ministero, con piccoli favori.
Eh sì! Perchénegli angusti spazi delle celle superaffollate del carcere, anche laconvocazione presso l'ufficio del cappellano può essere un grandebeneficio.
Un segno di misericordia divina, avrà forse pensatoqualcuno dei giovani reclusi.
Secondo l'accusa il don elargiva anchepiccoli regali: un pacchetto di sigarette, un sapone, unospazzolino. A volte pare favorisse il ragazzo, spessoextracomunitario, consigliandogli cosa dire per ridurre i tempi dicarcerazione. Chissà, per qualche momento, qualcuno dei detenuti dialtra religione, avrà pure pensato di convertirsi al cattolicesimo.Fin quando uno di loro si sarebbe visto negare l'agognato invito.Avrebbe rifiutato il contatto fisico con il Don, il quale, oltrealla religione cattolica, avrebbe voluto convertirlo ancheall'omosessualità.
Qualcuno deiragazzi non deve aver gradito le attenzioni non clericali di cui ildon è accusato.
Così lo ha denunciato alle Autorità, chepiazzando le telecamere nell'ufficio del cappellano, avrebberoscoperto che le case chiuse erano state internate e che larieducazione “penale” era stata interpretata in modo originale efedelmente praticata dal don.
Questoil quadro tracciato dall'accusa, che secondo le indiscrezionigiornalistiche avrebbe trovato conferma nelle confessioni del prelato, secondo quanto riporta il quotidiano Il Giorno.
Dopo circa seimesi di reclusione in carcere, Don Barin ha ottenuto gli arrestidomiciliari in un convento. Il 10 dicembre 2013 dovrebbearrivare la sentenza, nel processo di primo grado celebratocon rito abbreviato. Speriamo, però, che, se è colpevole, il donabbia già compreso il male fatto agli “ultimi”, i più vicini aDio, anche se non hanno preso i sacramenti.