Ascoltare certe notizie lascia sicuramente impietriti e colmi di rancore. Questa è la storia di un boss dapprima ucciso a sprangate e poi mangiato o, per meglio dire, divorato dai maiali. Una fine atroce quella capitata a Francesco Raccosta nella guerra di faida di Oppido Mamertina in Calabria. Ma sono soprattutto le parole dell'omicida Simone Pepe che lasciano interdetti: "… E' stata una soddisfazione sentirlo strillare… Mamma mia come strillava, io non ho preso niente… Loro dicono che rimane qualche cosa… Io alla fine non ho visto niente… Per me non è rimasto niente...

Ho detto no, come mangia 'sto maiale!"

Le dichiarazioni sono emerse da alcune raccapriccianti intercettazioni telefoniche dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria che stanno indagando appunto su questa faida interna calabrese, che da decenni tormenta la Calabria.

Nel corso di questa operazione contro la 'ndrangheta sono finiti in manette 20 esponenti della "ndrina" per numerosi capi d'imputazione che vanno dall'associazione a delinquere, all'omicidio, al traffico della droga e al riciclaggio di denaro sporco. 

Dobbiamo altresì affermare che Francesco Raccosta, ossia l'uomo ucciso e dato in pasto ai maiali, fu l'autore dell'omicidio del boss Domenico Bonarrigo. Roccacosta era scomparso già dal marzo del 2012. La scomparsa e l'omicidio si potrebbero collegare alla faida tra la cosca Mazzagatti e quella rivale dei Ferraro-Raccosta. In una escalation di mortalità che si protrae da troppo tempo in Calabria.