E' stato approvato a soli due giorni dalla sua scadenza il decreto che introduce la riduzione controllata dei detenuti: il cosiddetto "svuota carceri" ha vinto con 147 sì e 95 no, passa anche al Senato senza nessuna modifica rispetto a quello votato dalla Camera dei Deputati.

Il decreto è nato soprattutto per garantire maggiori diritti ai detenuti, ma anche per alleggerire di presenze le carceri ormai al collasso.

Dure le reazioni politiche. Così Antonio Di Pietro parla della legge approvata: "è un'offesa alle famiglie delle vittime" e ancora "Non si risolve il problema del sovraffolamento delle carceri rimettendo in libertà i delinquenti", mentre Giorgia Meloni dice "se lo Stato decide di mettere in libertà i condannati deve anche assumersi la responsabilità morale ed economica di fronte ai cittadini".

Dalle dure reazioni politiche si passa alle problematiche funzionali e gestionali che il decreto porterà, in quanto la nuova norma non prevede automatismi quindi ci sarà un ulteriore lavoro dei Tribunali di Sorveglianza, quest'ultimi già in carenza di personale e di risorse.

In sintesi le novità del decreto svuota carceri:

  • Ci sarà uno sconto per la "buona condotta" per la libertà anticipata da 45 a 75 giorni ogni 6 mesi di reclusione;
  • Il tetto residuo di pena da scontare è innalzato da 3 a 4 anni, in questo lasso di tempo si può chiedere l'affidamento ai Servizi Sociali;
  • Diventa stabile la misura che consentirà di trascorrere agli arresti domiciliari gli ultimi 18 mesi di detenzione;
  • L'uso dei braccialetti elettronici diventa una regola: i magistrati che decidono di non adottarlo devono redigere delle motivazioni;
  • Non esiste più il reato di clandestinità;
  • Per i detenuti extracomunitari si avviano le procedure di identificazione subito dopo la carcerazione, inoltre, in alternativa, agli ultimi due anni di pena si potrà procedere con l'espulsione immediata;
  • Per i detenuti tossicodipendenti si accresce l'affido terapeutico per favorire il recupero nelle comunità, anche in caso di recidiva per reati minori.