Esiste un'altra persona che sa qualcosa della scomparsa di Roberta Ragusa, avvenuta in circostanze misteriose ormai 25 mesi fa a Gello, in Toscana.
Sembra proprio che una donna abbia delle informazioni importanti sull'indagine su Roberta Ragusa, ma non si decida a rivelarle né agli inquirenti né ai giornalisti, almeno a dare credito a ciò che si dice con sempre più insistenza tra gli abitanti di Gello ed ha quanto affermato dai giornalisti di Quarto Grado nel corso dell'ultima puntata della trasmissione.
I conduttori di Quarto Grado hanno infatti invitato perentoriamente questa supertestimone, sulla cui esistenza essi sono pronti a scommettere, ad uscire allo scoperto ed a rivelare le preziose informazioni di cui sarebbe in possesso.
Questa nuova testimonianza, qualora fosse attendibile, rappresenterebbe, a quanto ritengono i giornalisti di Quarto Grado, un tassello importante nel quadro accusatorio che gli inquirenti della Procura di Pisa stanno definendo contro Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa ed indagato nella vicenda per omicidio volontario ed occultamento di cadavere.
In verità, alcune importanti testimonianze, che mettono in evidenza le bugie che il Logli avrebbe detto agli inquirenti, sono state già raccolte dagli investigatori.
I testimoni di cui parliamo sono Loris Gozi, che ha detto di aver visto una coppia litigare davanti alla abitazione dei Logli la notte della scomparsa, ad un orario in cui il marito di Roberta Ragusa aveva dichiarato di essere già a letto ed un vigile del fuoco , che ha fornito altri particolari utili alle indagini.
Ricordiamo che il termine ultimo per la chiusura delle indagini sulla scomparsa di Roberta Ragusa è fissato per il maggio di quest'anno; dunque gli inquirenti hanno solo tre mesi per raccogliere le prove necessarie ad imputare Antonio Logli per la scomparsa di sua moglie.
Moltissime persone intanto si sono appassionate alla vicenda della misteriosa scomparsa di Roberta Ragusa e, sopratutto tramite i social network, cercano di spronare gli inquirenti affinchè si faccia luce al più presto su questa complicata indagine, anche se da molti post su facebook emerge la preoccupazione per il fatto che il termine di chiusura delle indagini, maggio 2014 appunto, si avvicina ed ancora niente di concreto è emerso per ora.
Sicuramente, il fatto che si cerchi di tenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica sul caso non può che giovare all'indagine, anche se bisognerebbe evitare critiche e polemiche sterili sull'operato della Procura di Pisa