La città di Lecce è salita alla ribalta in queste ultime ore per alcuni manifesti affissi sui muri del Comune pugliese, in cui si attaccano senza mezzi termini Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due Marò che da tempo sono protagonisti di una triste e delicata vicenda in India. Entrambi appartengono al battaglione San Marco e sono in servizio alla Caserma 'Carlotto' di Brindisi e sono accusati dalle autorità indiane di aver ucciso di proposito due pescatori che i "fucilieri" italiani avrebbero scambiato per due pirati.

I manifesti affissi nel quartiere San Pio di Lecce, etichettano i Marò come "assassini". Il clamoroso evento non sembra per niente casuale, poiché si è verificato subito dopo l'intervento di Staffan De Mistura, inviato speciale del Governo, avvenuto a Caserta durante un convegno organizzato dall'associazione identità nazionale, ma soprattutto in seguito all'apparizione di Angelino Alfano, ministro dell'Interno, alla trasmissione di Bruno Vespa, 'Porta a Porta'.

Entrambi gli esponenti di Governo si sono soffermati sulla vicenda dei due Marò, e i manifesti chiaramente appaiono come una risposta dai connotati "politici" piuttosto forti. Infatti, prima che la polizia li togliesse, sui suddetti manifesti si poteva leggere: "Ma quali eroi, sono due assassini che si fanno scudo della protezione che la divisa offre loro. Custodi della società, dello sfruttamento che tutti ci soggioga, e di cui faremmo bene a disfarci al più presto".

I messaggi sono anonimi, ma gli inquirenti hanno ipotizzato - per ora - che si possa trattare di qualche gruppo anarchico. Ora la vicenda è nelle mani della Digos. In ogni caso, questi manifesti dal contenuto piuttosto "forte" hanno ulteriormente acceso il dibattito in Italia tra colpevolisti e innocentisti in merito alla vicenda dei Marò.