Un altro "Made in Italy" vola verso l'estero. Secondo un'inchiesta effettuata dal quotidiano La Repubblica, la produzione di film a luci rosse si sta spostando sempre più verso i Paesi stranieri, complice una tassazione eccessiva imposta dall'Italia che sta spingendo imprenditori e produttori a cercare fortuna altrove. Nel nostro Paese, infatti, sul cinema hard incombe la scure della "Porno-Tax" che prevede addizionali Irpef e Ires portate al 25% sui guadagni provenienti dalla produzione, distribuzione e vendita dei film. A ciò bisogna aggiungere la mancanza di una legge "ad hoc" che tuteli tutti coloro che sono impiegati nel settore.
Un settore che non è affatto in crisi: anzi, proprio gli italiani, secondo le statistiche, sono risultati i maggiori fruitori del cinema hard, con una media di permanenza sui siti a luci rosse pari a 15-20 minuti, un'eternità se messi a confronto con i 4 minuti dedicati a qualsiasi sito di notizie a tutto tondo. Milano e Roma sono in testa a questa speciale classifica. Gli imprenditori della cinematografia "hot" si sposteranno in Ungheria, Repubblica Ceca, Spagna e Germania, Paesi nei quali le produzioni di film per adulti, oltre ad essere poste alla stregua di qualsiasi altra produzione cinematografica, possono anche usufruire di una serie di vantaggi derivanti da assistenza sanitaria convenzionata per garantire il controllo e la prevenzione dalla trasmissione di malattie legate ai rapporti intimi.
Non si tratta di una perdita da niente per l'Italia, visto che l'industria dell'hard è molto attiva e genera profitti che in alcuni casi sono anche piuttosto considerevoli. Ma la tassazione troppo alta e la mancanza di una normativa precisa sulla gestione dei rapporti lavorativi, stanno portando in questi ultimi anni ad una proliferazione della produzione e dei pagamenti a nero, senza alcuna tutela o assicurazione sia per gli imprenditori, sia per gli attori.
Per tutti questi motivi e per evitare di sfociare nell'illegalità costante, un settore munifico e produttivo come quello del cinema vietato ai minori si trasferirà all'estero portando del denaro fresco in quegli Stati che danno maggiori garanzie e tutela a tutti i lavoratori coinvolti nella produzione di film a luci rosse.