Si conclude il primo grado del filone principale di una delle maggiori indagini degli ultimi anni, l'unica sui presunti intrecci tra mafia, politica e imprenditoria nel Catanese. Confermate quasi tutte le accuse per i 23 imputati.
Ecco tutte le condanne
Vincenzo Aiello: 22 anni, Giuseppe Brancato: 4 anni e sei mesi, Giovanni Buscemi: 12 anni, Angelo Carbonaro: 12 anni,Rosario Cocuzza: 4 anni e sei mesi,Rosario Di Dio: 20 anni, Mario Ercolano: 12 anni,Fausto Fagone: 12 anni, Natale Ivan Filloramo: 16 anni,
Carmelo Finocchiaro: 17 anni, Santo Massimino: 12 anni, Carmelo Mogavero: 5 anni, Sandro Monaco: 12 anni, Massimo Oliva: 12 anni, Pasquale Oliva: 18 anni, Francesco Pesce: 12 anni, Giuseppe Rindone: 12 anni, Vincenzo Santapaola: 18 anni, Mario Scinardo: 12 anni, Tommaso Somma: 12 anni e Giuseppe Tomasello: 13 anni
Sentenze processo Ibilis: Comunicato Stampa Partito della Rifondazione Comunista
Le condanne pronunciate oggi in primo grado nel processo Iblis e che seguono la condanna dell'ex Presidente della Regione Raffaele Lombardo, confermano le denunce fatte da anni dal Prc sull'intreccio tra politica, mafia ed imprenditoria. Intreccio che da sempre mortifica il nostro territorio impedendone qualsiasi sviluppo economico e sociale. Le stesse condanne rappresentano altresì l'ennesima conferma dell'inquinamento di ampi settori della classe politica siciliana che ha costruito sul voto di scambio e sulle clientele il suo potere, a discapito soprattutto delle fasce sociali più deboli che pagano con la disoccupazione, lo sfruttamento e l'assenza di stato sociale, l'indecente funzionamento di un sistema politico ed economico travolto dalle inchieste giudiziarie.
Colpisce in particolare la condanna a dodici anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa dell'ex Sindaco di Palagonia Fausto Fagone, ultimo rampollo di una vera e propria dinastia politica.
Vogliamo sul punto ricordare che ben prima dell'arresto di Fausto Fagone Rifondazione Comunista a Palagonia aveva denunciato una gestione criminale degli appalti ed il sistematico saccheggio delle risorse pubbliche che aveva affamato un'intera comunità producendo un mostruoso buco di bilancio.
Nel giorno in cui la Sicilia ricorda la morte di Peppino Impastato, ci auguriamo che la notizia di nuove condanne, che gettano nuovo discredito sulla classe politica siciliana, serva ad aprire una nuova stagione di antimafia sociale in grado di liberare la nostra terra e di dare nuova speranza come è successo nel comune di Palagonia con l'elezione a primo cittadino di Valerio Marletta.