Anna Maria Franzoni è un soggetto che potrebbe seguire un percorso di "risocializzazione" e di rieducazione, se seguita dai servizi sociali. Quest'aspetto è emerso da un'integrazione alla perizia effettuata sulla mamma di Cogne, condannata per l'omicidio del figlio Samuele, avvenuto nel 2002. I legali della donna hanno chiesto al tribunale di sorveglianza di Bologna, la concessione degli arresti domiciliari alla loro assistita.

Negli ulteriori approfondimenti del quadro psicologico della Franzoni, richiesti dai giudici, è stato affrontato anche il tema di un'eventuale recidiva, cioè della possibilità che la donna possa tornare ad uccidere. Stando agli esami e agli studi effettuati dagli specialisti, i rischi di pericolosità sociale potrebbero essere tranquillamente attenuati attraverso un percorso di recupero con i servizi sociali.

Sarà martedì 24 giugno un giorno cruciale per Anna Maria Franzoni, poiché si discuterà della perizia del professor Augusto Balloni dinanzi al tribunale di Sorveglianza di Bologna che, presieduto da Francesco Maisto, dovrà decidere se concedere o meno la detenzione domiciliare alla mamma di Cogne. Gli avvocati di quest'ultima, condannata a 16 anni di galera per l'assassinio del figlio, avrebbero chiesto i domiciliari per consentire alla loro cliente di poter crescere, nella casa familiare, il figlio più piccolo. Tra l'altro, i legali puntano su un aspetto della perizia, nella quale si evidenziano i buoni rapporti che la Franzoni ha sempre avuto con i servizi sociali. Inoltre, all'interno della relazione, è stato stilato anche un elenco di centri e modalità per la rieducazione e la risocializzazione della donna, che dovrebbe essere seguita anche con una terapia di sostegno.