Il bombardamento è avvenuto in una scuola dell'Unrwa, l'ente dell'Onu per i profughi palestinesi, dov'erano rifugiati sfollati palestinesi a Beit Hanun, nel nord della Striscia. Il portavoce del ministero della Salute di Gaza, Ashraf al-Qedra, ha fatto sapere che tra le vittime ci sono 7 bambini che erano stati costretti ad abbandonare la loro abitazione, prima dell'arrivo delle forze di terra israeliana. Dall'8 luglio, giorno in cui sono iniziati i combattimenti, ad oggi, 718 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza e i feriti sono circa 4.100. L'attentato alla scuola, come si può leggere nei siti di notizie palestinesi, è stato considerato un crimine atroce e Hamas in un comunicato avverte che Israele "dovrà pagarne il prezzo". Le sirene antimissile continuano a risuonare in Israele e le vittime aumentano giorno dopo giorno ma secondo il Governo di Gerusalemme la tregua è ancora lontana.

Nel campo profughi di Jabalya un'intera famiglia, gli Abu Eita, è stata sterminata dall'esercito israeliano, provocando altri 20 feriti. L'abitazione era stata raggiunta da razzi sparati sul tetto, gli abitanti, dopo aver cercato di rifugiarsi al piano inferiore, sono stati colpiti dal fuoco delle armi dei soldati. "Il tratto di strada vicino a questi due edifici era allagato di sangue" è la sconvolgente testimonianza di un uomo che ha assistito alla scena. Il ministro per la Ricerca scientifica israeliano Yaakov Peri è convinto che non ci sarà una tregua che costringa Israele a lasciare la striscia di Gaza, ma afferma che ci potrebbe essere la possibilità di una tregua umanitaria che può terminare dopo poche ore o dopo qualche giorno, ma questo non fermerebbe comunque Israele nella demolizione dei tunnel offensivi scavati da Hamas. Nel frattempo quest'ultimo ha inviato dei documenti alle Nazioni Unite riportando le condizioni per una possibile tregua, tra queste ci sarebbe, oltre al libero movimento per i cittadini di Gaza, la liberazione dei detenuti arrestati da Israele in Cisgiordania.