Subito dopo le nove del mattino una bomba da circa mezza tonnellata demolisce interamente l'abitazione di un comandante di Hamas a Nord di Gaza. La terra trema così forte che sembra voglia spaccarsi in due parti. Una voragine, un buca profondissima al posto della casa in cui alloggiava il comandante. Mentre arrivano i soccorsi un altro fortissimo boato irrompe tra le grida della folla accorsa spaventata. Una seconda esplosione che sembra più debole ma che incute ugualmente terrore.

La distruzione di edifici e bombe che mirano alle persone

Una guerra che distrugge su ogni fronte.

È successo così all'abitazione del comandante di Hamas e succede così anche per edifici e casolari privati, strutture militari, tutto viene distrutto con un botto assordante. Esplosioni messe in pratica da raid e tonnellate di bombe. Intorno la distruzione totale. I miliziani di Hamas invasi dagli attacchi di Israele, sono costretti a vivere da ormai parecchi giorni sotto terra, in cunicoli che sembrano quelli della prima guerra mondiale. Tunnel sotterranei lunghi chilometri e chilometri per difendere i loro leader. Anche la fortezza di Hamas si trova sottoterra. Ma l'obbiettivo non sono solo gli edifici. Vengono gettate anche bombe più piccole che producono rumori come sibili e che mirano direttamente alle persone.

Tantissime le vittime e tantissime le persone che nelle strade creano il loro luogo del lutto dove accoglieranno coloro che andranno a porgere le loro condoglianze per i familiari deceduti.

Il bilancio delle vittime

L'ospedale di Gaza espone i primi bilanci delle vittime. I morti si moltiplicano a dismisura. Si parla infatti di centinaia di feriti e vittime civili. E in questi non sono comprese le vittime di Hamas che al momento non comunica nessun dato. Intanto tutti cercano rifugio e molti lo fanno negli ospedali ritenendo che siano i luoghi più sicuri mentre le raffiche di razzi nel cielo sembrano si dirigano a Tel Aviv. Una Gaza che risulta quasi deserta per il Ramadan e per la guerra.

Obama chiede intanto un rallentamento delle tensioni chiamando il premier di Israele, prima che la situazione degeneri. Obama al telefono comunica che "nessuno ha intenzione di assistere ad un invasione di Gaza". Anche Putin è intervenuto nella questione definendo indispensabile interrompere le tensioni.