"Lavoriamo per i nostri bambini e per i bambini delle generazioni che verrano per preservare la loro identità, le loro radici e la loro storia, pilastri fondamentali dell'intera identità collettiva." E' una frase delle nonne dell'Associazione civile Abuelas de Plaza de Mayo (Nonne della piazza di Maggio), organizzazione non governativa che ha come scopo quello di rintracciare tutti i bambini sequestrati e spariti durante la repressione politica argentina, e di lavorare costantemente affinchè non si ripeta mai più - nunca mas - una vicenda così terribile, una tremenda violazione dei diritti dei bambini. Con il colpo di Stato del 1976 l'Argentina ha visto l'instaurazione di un metodo di eliminazione di massa degli oppositori: furono imprigionate, torturate ed uccise migliaia di persone i cui corpi vennero fatti sparire. Sono i desaparecidos, gli scomparsi. In questo clima di follia, venne pianificato anche un piano per le donne in stato interessante: dai parti clandestini nascevano bambini-bottino di guerra, registrati come figli legittimi dai membri delle forze repressive, nelle loro famiglie o in quelle di classe elevata, oppure abbandonati, venduti o lasciati in istituti come persone senza nome: N.N. Li fecero così sparire cancellandone l'identità, privandoli della loro vera vita.
Argentina: la leader delle Abuelas de Plaza de Mayo ritrova il nipote scomparso
Dopo 36 anni, Estela Carlotto ritrova il bimbo della figlia desaparecida durante il regime.
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Ma le loro nonne, le madri dei desaparecidos, Le Madres de Plaza de Mayo, non si sono mai date per vinte nella ricerca di quei bambini. Estela Carlotto leader delle Nonne di Plaza Mayo e madre di Laura Carlotto, attivista dell'oppposizione alla dittatura militare che fu sequestrata incinta e assassinata a due mesi dal parto nel 1978, ha ritrovato il nipote dopo 36 anni di ricerca: si tratta di Ignacio Hurban a cui è stata restituita l'identità di Guido Montoya Carlotto "hijo de Laura Carlotto y Walmir Oscar Montoya ". "Quello che sto vivendo è una cosa magica e meravigliosa. Sono commosso. E' importante chiudere le ferite. Ora so chi sono" e inoltre, riferendosi alla famiglia di adozione ha affermato: "Sono cresciuto circondato d'amore, nella felicità. Sono abituato al mio nome, Ignacio, che voglio mantenere, ma capisco che c'è una famiglia per la quale sono Guido". Il nome che gli aveva dato la madre Laura. Ignacio-Guido ha scoperto la sua vera identità dopo essersi sottoposto ai test del dna: i primi dubbi sulle sue origini li aveva avuti quando aveva saputo di essere stato adottato e grazie alla continua informazione che le Madres e Abuelas fanno, ha collegato la sua adozione all'anno della sua data di nascita. Riveste infatti importanza per un adottato, l'essere nato od essere stato registrato nella fascia di anni che va dal 1975 fino al 1980 perchè è possibile che un bambino nato durante quell'epoca sia figlio di desaparecidos. Sono circa 400 i figli dei desaparecidos sequestrati dai militari negli anni del regime, e che i familiari stanno ancora cercando. "Con inmensa alegría, las Abuelas de Plaza de Mayo informamos la restitución de identidad de Guido Montoya Carlotto, y nieto de la presidenta de nuestra Asociación, Estela de Carlotto.", si legge nel sito delle nonne di Plaza de Mayo. "Voglio dire grazie a tutti, grazie a Dio, grazie alla vita. Perchè non volevo morire senza prima abbracciarlo", ha detto nonna Estella nella prima conferenza con la stampa.
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