Scandalo e polemiche al Parlamento svizzero per un'avvenente segretaria che, durante l'orario di lavoro, trascorreva il tempo a fare dei selfie piuttosto hot, pubblicandoli su Twitter. La sua particolare "abitudine" sta lasciando il segno perché siamo di fronte a una dipendente del Palazzo federale di Berna, dove si trovano il Parlamento e il Consiglio federale della Svizzera. La notizia è stata diffusa dal quotidiano "Neue Zürcher Zeitung" che ha anche intervistato la donna.

Indubbiamente la segretaria del Parlamento svizzero è una bella ragazza, molto sensuale e infatti ha moltissimi followers su Twitter, ben 11mila. Dopo lo scoppio dello scandalo, il suo nome è stato tenuto segreto e il suo account è stato cancellato dal social - network, ma ormai le immagini sono finite in rete ed è inevitabile che abbiano iniziato a girare senza più alcun controllo. La donna si è detta molta preoccupata per l'accaduto, soprattutto in prospettiva futura, nel caso in cui dovesse trovare un altro lavoro e, riconosciuta da qualcuno, sentirsi continuamente additata e "commentata" stavolta non tramite internet, ma realmente.

Intanto, in Svizzera in molti reclamano le dimissioni della segretaria "piccante", anche perché non avrebbe rispettato il Codice di Comportamento di cui tutti i dipendenti devono tenere conto. Tra le regole di questo codice, ce n'è una che vieta di diffondere immagini che possano intaccare la buona reputazione della Confederazione. Il partito elvetico di centro - destra ha commentato con ironia pungente l'accaduto parlando di "nuova forma di trasparenza nell'amministrazione" e per concludere ha sottolineato che ora sono spariti i vestiti, ma presto "non si vedrà neanche più il lavoro".

Intanto, da mercoledì 6 agosto la segretaria finita nell'occhio del ciclone per i selfie provocanti è stata sospesa con effetto immediato dal lavoro. Lo scandalo è stato già soprannonimato "selfie - gate" e l'Amministrazione federale ha spiegato che il provvedimento è stato preso per avere il tempo di approfondire ulteriormente il caso, in modo tale da avere le idee chiare su come si sono svolti i fatti e anche sulle conseguenze che deriveranno dal diritto della persona.