Dopo cinque mesi e più di duemilaseicento morti, alle ore 18.00 locali (17.00 italiane) è iniziata la tregua per il cessate il fuoco tra i separatisti filo-russi e Kiev. L'accordo, firmato a Minsk, tra le parti in campo consta di 14 punti tra i quali il ritiro di tutte le truppe, lo scambio dei prigionieri, la supervisione internazionale (spetterà all'Osce vigilare sul rispetto del cessate il fuoco). I separatisti hanno fatto sapere però che l'accordo di Minsk non rappresenta la rinuncia all'indipendenza. Poroshenko ha risposto che è pronto a decentralizzare il potere di alcune regioni di Donetsk e Lugansk, garantendo la libertà economica, culturale e linguistica.
Malgrado i plausi per l'accordo raggiunto da parte della comunità internazionale, la situazione resta comunque ingarbugliata e lo scetticismo dilaga. La Nato chiede fatti: Rasmussen, segretario generale della Nato ha affermato che "facendo riferimento all'esperienza sappiamo che una cosa sono le dichiarazioni, un'altra la loro messa in atto". In chiusura del Vertice Nato del Galles è stato approvato il piano di risposta che include una forza di intervento immediato con 5 basi nei baltici, in Romania e Polonia. Il piano ha come obiettivo "il rafforzamento della difesa collettiva".
Kiev non si fida: ha chiesto ad Usa e all'Ue di farsi da garanti della tregua. Il governo ucraino teme che la Russia sferri un attacco militare in Crimea, in quanto oggi, prima della firma della tregua per il cessate il fuoco, il Cremlino ha rafforzato con soldati e veicoli militari il nord della Crimea.
Gli Stati Uniti sono scettici sulla tenuta della tregua. Obama, in chiusura al Vertice Nato del Galles si dichiara scettico anche se ha affermato che l'Alleanza Atlantica è "unita nel sostenere la sovranità, indipendenza e integrità territoriale dell'Ucraina". Obama appare più preoccupato dell'Isis contro la quale l'Occidente si deve muovere unito. L'Onu incoraggia ad allentare le tensioni e invita le parti al rafforzamento di una pace duratura. La Russia si augura che i 14 punti del documento vengano rispettati e accusa la Nato di remare contro la tregua. La Nato ribatte che Mosca ha usato la crisi ucraina come pretesto per attuare piani concepiti da tempo. L'Ue è pronta a sospendere le sanzioni se la tregua terrà.