Un ragazzo di 17 anni è rimasto ucciso da un colpo di pistola esploso accidentalmente da un carabiniere durante un inseguimento.

LA VERSIONE DEI CARABINIERI

La tragedia si è consumata a Napoli, intorno alle 2.45 di questa notte quando Davide Bifolco, alla guida di un motorino con altre due persone a bordo, è stato intercettato da una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Napoli durante un controllo in viale Traiano. Secondo quanto riferito dai carabinieri, i tre non si sono fermati all'alt. Ne è scaturito un inseguimento terminato in via Cinthia quando, sempre secondo la versione dei militari, lo scooter avrebbe urtato un'aiuola finendo contro l'auto dei carabinieri.

Una volta a terra, uno dei passeggeri dello scooter si è dato alla fuga inseguito da uno dei carabinieri, facendo perdere le proprie tracce; il secondo militare della pattuglia, durante le operazioni per immobilizzare gli altri due occupanti, ha esploso accidentalmente un colpo ferendo Davide.

Il ragazzo è stato prontamente soccorso e trasportato all'ospedale San Paolo, dove l'intervento dei medici non è servito a salvargli la vita.

IL RACCONTO DEI TESTIMONI

Sostanzialmente diverso il racconto dei testimoni, tra cui il secondo ragazzo fermato, Salvatore Triunfo di 18 anni, che hanno riferito dello speronamento dello scooter durante l'inseguimento e che la pistola era puntata contro il motorino.

Altri particolari sono stati aggiunti dal fratello della vittima, secondo il quale Davide è stato ammanettato dopo essere stato colpito.

"Davide è scappato" continua il fratello "solo perché non aveva il patentino ad aveva paura che sequestrassero lo scooter che non era suo".

LA RIVOLTA DEL QUARTIERE

La notizia della morte di Davide, che avrebbe compiuto 17 anni il prossimo 29 settembre, si è rapidamente diffusa nel quartiere, dove centinaio di persone hanno assaltato, distruggendole, due volanti della polizia intervenute per effettuare i rilievi sul luogo dell'incidente. Situazione di tensione anche all'ospedale San Paolo, dove parenti e amici del ragazzo si sono radunati.

Sarà compito dell'autorità giudiziaria ricostruire l'esatta dinamica dei fatti, in attesa dell'autopsia disposta sul corpo della giovane vittima.

L'unica certezza, per il momento, è la morte di un ragazzo vittima di un malessere sociale le cui origini andrebbero analizzate in modo ampio e profondo, al di là del singolo episodio.

Un contesto dove gli esasperati rappresentati dello Stato sono percepiti come nemici da gran parte dei cittadini appartenenti alle fasce più fasce più deboli. Una tensione che troppo spesso sfocia in una guerra tra poveri, dove chi si sente il nemico di tutti, tratta tutti come nemici.