Una banale discussione tra moglie e marito finita in tragedia. Un uomo albanese di 47 anni, al culmine di un litigio in famiglia, ha preso un coltello e si è scagliato verso la propria consorte, una signora romena di 46 anni, colpendola all'addome. Subito dopo è fuggito via, poi ha deciso di recarsi al commissariato di Polizia per confessare. Quando poliziotti e soccorsi sono arrivati sul luogo dell'aggressione, la donna era ancora viva: trasportata d'urgenza all'ospedale Maria Vittoria, è morta in serata. La vittima, Teofilia Cramaro, è deceduta per arresto cardiaco in seguito ad un'emorragia interna causata dalla coltellata del marito che le ha perforato un polmone. L'uomo, costituitosi alla polizia di San Donato, avrebbe raccontato agli inquirenti di aver aggredito la propria consorte in preda ad un raptus causato da una lite familiare per futili motivi. Nel commissariato è arrivato, nel corso della serata di sabato 20 settembre, anche un giovane testimone di circa 28 anni. Il ragazzo era il figlio che la vittima aveva avuto da un precedente matrimonio e avrebbe spiegato alla polizia che il patrigno, prima di aggredire Teofilia, avrebbe cercato di accoltellare anche lui.
Una vicenda che fa venire i brividi se si pensa che l'assassino ha ammesso di aver ucciso la moglie al termine di un banale litigio avvenuto in famiglia. Un omicidio che ha rovinato, in un attimo, la vita a tre persone: la povera Teofilia Cramaro che è rimasta uccisa dalla coltellata fatale scagliata dal marito, il figlio della vittima che a neanche trent'anni si trova senza la madre, morta in maniera tragica e l'assassino, il 47enne albanese, che dovrà scontare la sua pena per aver preso un coltello e ferito a morte la propria consorte. Si attendono ulteriori aggiornamenti per capire se verranno fuori i motivi "banali" che, stando alla confessione dell'uomo, avrebbero scatenato la sua furia omicida sulla moglie e sul figliastro che per sua fortuna è riuscito a scappare mettendosi in salvo dalla folle aggressione del patrigno.