Alla fine la giustizia non riesce a dare soddisfazione ad un poliziotto che, per aver fatto il suo dovere nel fermare due persone che avevano infranto il codice della strada, finì per essere vittima di un'aggressione da parte dei due fermati, entrambi pugili. Il processo a loro carico è finito per prescrizione dei termini. Le cause vanno cercate nei rinvii continui per notifiche sbagliate, per i giudici demandati a giudicare che cambiano incarico, per un'udienza alla quale si arriva dopo sei anni di attesa.

A tutelare il poliziotto, l'assistente capo Corrado De Rosa, di anni 42, è l'avvocato Annamaria Anselmi, il quale ha dichiarato che, per il suo assistito, è come se fosse stato malmenato una seconda volta. Ed ha aggiunto come sia da considerare gravissimo il fatto che i due picchiatori, aggredito un rappresentante della Polizia di Stato, non sono stati processati e adesso girano impuniti e liberi.

L'antefatto

Il 28 aprile 2007 Corrado De Rosa era in fila nel traffico cittadino, per recarsi al commissariato in via Portuense, Fiumicino.

Improvvisamente un'automobile, sfrecciando ad alta velocità, supera la fila delle auto. Il De Rosa gli si affianca facendo segno con la mano che dovevano accostare. Nel veicolo vi erano i cugini S.S. e C.S., di 28 e 31 anni. Quello alla guida scese apostrofando in malo modo il poliziotto che, essendo in borghese, si qualificò mostrando il tesserino e invitandolo a guidare più piano. Nel frattempo anche l'altro era sceso dall'auto e, minacciando di morte il poliziotto, lo colpì con una serie di pugni.

Sopraggiunsero i colleghi del commissariato che, per fermare l'aggressione, esplosero anche un colpo in aria. Restò ferito, per le percosse dei due pugili, anche uno dei poliziotti intervenuti. Quando arrivò l'ambulanza, il De Rosa perdeva sangue da un occhio ed era privo di conoscenza. L'ospedale gli diagnosticò una forte commozione cerebrale con prognosi riservata, costringendo la vittima a nove mesi di convalescenza.

I due cugini furono denunciati a piede libero.

L'iter giudiziario

Da allora sono trascorsi più di sette anni. Un tempo sufficiente per la Procura di Civitavecchia per chiudere un processo a carico di due personaggi così pericolosi. Invece sono stati assolti a causa di un sistema giudiziario inefficiente, che ha lasciato liberi due individui pericolosi per la incolumità pubblica, e umiliato un tutore della Polizia di Stato. L'avvocato Anselmi ha raccontato che sono state necessarie due istanze, peraltro senza risposta, e una terza indirizzata al Procuratore Capo Gianfranco Amendola, affinché si interessasse del caso.

Fu allora che il Gup fissò per il 21 febbraio 2013 l'udienza. Al 22 settembre venne fissata l'ultima udienza per ascoltare i due accusati e i testimoni di tutte e due le parti in causa. Ma l'udienza venne rinviata al 25 novembre, in quanto il giudice Luigi Mazzeo lasciò il tribunale di Civitavecchia. L'avvocato spiega che a quella data, forse era già scattata la prescrizione, a meno che non ci sia stata una sospensione, che consentirebbe di recuperare un mese. In ogni caso il processo non si terrà più. E questo perché sono trascorsi sei anni prima che il PM potesse formulare la richiesta di rinvio a giudizio.

Questa vicenda acquista un sapore ancora più amaro quando l'assistente capo Corrado De Rosa racconta che, nell'ultima udienza, i suoi due aggressori l'hanno pure deriso.

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