Il mistero legato alla morte del "pirata" Marco Pantani, rimasto indelebilmente nel nostro cuore, nelle ultime settimane sta conquistando crescente spazio sulle colonne dei giornali, in quanto stanno emergendo molti fatti nuovi che gettano ombre sinistre e tutte da interpretare sulle ultime ore del grande campione romagnolo che fece sognare tutti gli sportivi italiani. C'è una giornata tutta da ricostruire e precisamente quel 5 giugno 1999 nella suggestiva cornice di Madonna di Campiglio quando, mentre mezza Italia pedalava idealmente fianco a fianco col popolare ciclista, arrivò la notizia di un controllo che rilevava valori dell'ematocrito fuori norma.

Tale controllo fu effettuato da tre dottori dell'ospedale Sant'Anna di Como su mandato Uci (Unione ciclistica internazionale). Erano le ore 7:25 di un sabato che avrebbe cambiato volto allo sport italiano. Con Marco Pantani fu monitorato Marco Velo. Il risultato è di quelli che non ti aspetti con la maglia rosa ormai certo della vittoria finale al Giro d'Italia che si deve fermare sul più bello lasciando a bocca aperta un paese sportivo che per tanto tempo aveva fatto finta che il problema del doping non esistesse.

La sospensione dal Giro d'Italia dell'uomo del momento, Marco Pantani, sulla bocca di tutti per le sue imprese sportive, è una notizia bomba data da tutti i telegiornali. Molti anni dopo i magistrati di Forlì riaprono un'ipotesi di reato legata al mondo della malavita. Cosa c'entra Marco Pantani in tutto questo? La chiave è quella dei bookmakers clandestini che si preparavano a sborsare un mare di soldi in pagamento poiché in Italia erano davvero tanti quelli che fin dall'inizio del Giro avevano puntato su Pantani.

Fermarlo, in qualsiasi modo, voleva dire trattenere tutti i soldi delle giocate già incassati (si parla di somme oltre i 200 miliardi di lire dato che l'Euro non era ancora stato introdotto). Vi ricordiamo che il Pirata morì nel 2004, ben 5 anni dopo il controllo choc di Madonna di Campiglio.

Il fascicolo in merito è stato aperto dal procuratore capo Sergio Sottani e dal sostituto Lucia Spirito, in quanto si vuole sondare bene la scomoda pista delle scommesse clandestine gestite da organizzazioni malavitose.

Nelle prossime settimane ci saranno sicuramente sviluppi importanti in merito alla morte dell'atleta in quanto andrà chiarito se l'esame antidoping fu regolare e se la sua morte fu provocata da qualcuno che aveva interesse al suo silenzio.

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