Negli ultimi anni, sulla scia anche dell'impegno dello scrittore Roberto Saviano che ha fatto della denuncia delle organizzazioni deliquenziali malavitose, dalla mafia alla camorra, il tema centrale e nodale dei suoi scritti, si è assistito al risveglio di una coscienza civile che invece era parsa "assopita" o comunque succube di certe logiche almeno in passato. Il caso di cui stiamo per rendervi conto, dimostra infatti che tali organizzazioni delinquenziali che parassitano il territorio (la mafia e la camorra non producono lavoro ma si attaccano vampirescamente al lavoro quando c'è come un cancro) se c'è un tessuto sociale sano, fanno più fatica ad attecchirvi.

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Veniamo al caso dunque: Atanasio Ugo Leonforte, nato a Ficarazzi nel 1955, in base alle indagini condotte dalla Direzione Investigativa Antimafia a Palermo, è stato arrestato per tentata estorsione ai danni di una casa di riposo. L'uomo è stato denunciato da un imprenditore, amministratore di una società coopeativa, che gestisce una casa di riposo. Il Gip del tribunale di Palermo ha quindi emesso una ordinanza di custodia cautelare a carico di Leonforte.

Arrestato estorsore per pizzo a casa di riposo.
Arrestato estorsore per pizzo a casa di riposo.

Stando alle indagini condotte dalla Direzione Investigativa Antimafia di Palermo, è risultato che l'imprenditore veniva sottoposto a minacce e pressioni perché cedesse al pagamento di una somma di denaro richiesta dal suo estorsore.

Il Leonforte d'altronde non è nuovo alle forze dell'ordine: viene ritenuto infatti organico al mandamento mafioso di Bagheria (PA), di cui fanno parte anche le famiglie di Villabate, Ficarazzi, Casteldaccia e Altavilla Milicia.

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L'uomo è stato già in carcere per precedenti penali relativi all'associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione. Fondamentale è stato, per la conduzione delle indagini, il contributo fornito dall'associazione antiracket Addiopizzo, che ha sempre sostenuto moralmente e psicologicamente l'imprenditore continuamente vessato da queste richieste di denaro da parte dell'estorsore. Proprio l'associazione Addiopizzo sottolinea come nei paesi della provincia stia cambiando il clima e sollecita quindi altri imprenditori a collaborare e denunciare.

Insomma chi ha il coraggio di denunciare le mafie del racket delle estorsioni oggi si sente un po' meno solo.

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