È un atto di profonda violenza quello compiuto ieri mattina, intorno alle 10.30 (ora locale) da un commando di una decina di talebani pachistani che ha fatto irruzione nella scuola di Peshawar compiendo una strage di bambini. Al momento il bilancio è ancora provvisorio, ma ci sarebbero almeno 145 morti ed oltre 124 feriti. L'attentato è stato rivendicato dal gruppo terroristico Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP) animato dall'idea di colpire i più piccoli, per vendicare il dolore con il dolore.

La situazione non si è ancora normalizzata, secondo quanto riferito dal portavoce della polizia: sei attentatori sono stati uccisi, ma è in corso un rastrellamento per assicurarsi che non ve ne siano altri: si continua a cercare nel quarto blocco dell'edificio.

Intanto, il governatore della provincia, Pervez Khattak, ha decretato tre giorni di lutto, mentre il premier Nawaz Sharif si è diretto a Peshawar per poter coordinare le operazioni.

L'attacco alla scuola ed il desiderio di vendetta

Dalle ultime ricostruzioni sembrerebbe che l'incursione degli attentatori sia avvenuta indossando delle false divise militari che avrebbero confuso gli insegnanti e studenti. L'attentato si sarebbe compiuto proprio mentre l'esercito di Islamabad sferrava un'offensiva alla roccaforte dei talebani nel Nord Waziristan al confine con l'Afghanistan.

La conferma che si sia trattato di un desiderio di vendetta si è poi avuta proprio dalle parole del portavoce del movimento terroristico TTP che ha affermato come l'obiettivo fosse stato scelto con attenzione: ripagare il dolore con altro dolore.

Non è un caso che l'istituto fosse gestito dall'esercito pachistano, con bambini tutti di età compresa tra i 10 ed i 18 anni, e le insegnanti sono spesso mogli dei militari.

E proprio su un insegnante si è dimostrata tutta la ferocia dei terroristi: bruciato vivo ed i bambini costretti a guardarlo mentre moriva.

L'alto bilancio di vittime si ritiene sia dovuto, secondo la televisione pachistana, al fatto che uno degli attentatori, tutti indossanti giubotti carichi di tritolo, si sarebbe ad un certo punto fatto esplodere. Inoltre, gli stessi assalitori avrebbero poi isolato i ragazzi più grandi del gruppo, portati in una stanza ed uccisi a bruciapelo.

Sono stati subito allertati tutti gli ospedali nelle vicinanze per essere pronti a ricevere tutti i feriti, e la popolazione della zona sensibilizzata a donare il sangue.

La condanna delle autorità

Pronta e vibrante la risposta delle autorità che hanno tutte rigettatto con forza l'atto spregevole. A cominciare dal Presidente degli Stati Uniti, Obama, il quale ha condannato duramente l'atto terrificante, sostenendo come colpendo le scuole ed i bambini, i terroristi abbiano dimostrato tutta la loro depravazione.

L'Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede replica che: "non c'è fine all'orrore del terrorismo".

Quanto accaduto in Pakistan sta suscitando l'orrore e lo sdegno del mondo intero. Ma sono intervenute anche le Istituzioni italiane, nella persona di Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri che ha identificato, senza mezzi termini, la strage dei bambini come un crimine contro l'umanità. Identiche le parole di Laura Boldrini, Presidente della Camera, che ribadisce la ferocia e disumanità del gesto.

Replica anche da parte di Ban Ki Moon, il Segretario generale dell'Onu, che sottolinea come si sia trattato di un atto di orrore e vigliaccheria. Parole di condanna anche da parte del premio Nobel Malala Yousafzai: "attacco atroce e vile".

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