Della professoressa di Sora, donna stimata per il suoincarico nell’Unicef, si erano perse le tracce circa un mese fa. Dal primomomento infatti i familiari, oltre a lanciare appelli, partecipavano anche allericerche. Sin dalle prime fasi dell’inchiesta si parlava di un possibileaggressore. Antonio Palleschi (non vi è nessuna parentela con la vittima), un muratore disoccupato di quarantatré anni, ha confessato di essere statolui ad uccidere Gilberta Palleschi, il cui corpo è stato ritrovato la mattina dimercoledì 10 dicembre 2014.
Il muratore ha così confessato di essersi avvicinato allaprofessoressa, mentre faceva jogging, e avrebbe cercato di violentarla.
Ladonna, mentre cercava di difendersi, è stata presa a calci e a pugni e poiuccisa con un sasso. Il corpo è stato caricato in macchina e portato nel luogodel ritrovamento, a Campoli Appennino. Durante l’interrogatorio il muratore haammesso anche di aver tentato di ritornare nel luogo del delitto per compiereatti di violenza sessuale sul cadavere. Sono emersi sempre nell'interrogatorio,riguardo il muratore, precedenti per violenze sessuali.
"E’ un dolore immenso per la famiglia", dicel’avvocato Massimo Contucci. Verso l’ora di pranzo il fratello dellaprofessoressa, Roberto Palleschi, è stato portato in caserma per ilriconoscimento del corpo, ormai in fase di decomposizione, e per procedere peril test del Dna.
Tanti i messaggi per la famiglia Palleschi, come quello del Comitato dell’Unicef Lazio: "Il Comitato esprime le più sentite condoglianze. Nella speranza chesia fatta luce sulla morte della Professoressa Palleschi, il Comitato sospende,in segno di lutto, tutte le attività nella nostra provincia". Anche ilsindaco, Ernesto Tersigni, esprime il proprio cordoglio: "La notizia halasciato nello sconforto l’intera comunità. Finora ci univa un filo di speranzache oggi si è spezzato . Nemmeno un rafforzamento delle pene è riuscito a fermareil fenomeno di femminicidio che ha colpito di nuovo la nostra città".