Una strage senza precedenti ha colpito la Nigeria, il Paese più popoloso e multietnico dell'Africa, nonchè prima economia del Continente, flagellata dal terrorismo. Boko Haram, il gruppo fondamentalista islamico che rapisce ragazzi e ragazze per costringerli alla conversione, ha colpito ancora, questa volta annientando città e villaggi sulle rive del Lago Ciad, nel nordest della Nigeria. E così, mentre gli occhi del mondo sono puntati sui jihadisti francesi, i miliziani di Boko Haram tingono ancora di rosso la Nigeria. Un nuovo raid ha colpito la città di Baqa e 16 villaggi vicini, tutti nel travagliato Stato di Borno, che così cade in mano ai terroristi con ben il 70% della regione sotto controllo.

Le offensive contro Baqa

La prima offensiva contro Baqa è stata lanciata dai miliziani affiliati di al Qaeda già sabato scorso, con un bilancio accertato di almeno 100 morti. I militari nigeriani avrebbero rifiutato lo scontro, come già denunciato in precedenza dai residenti, e lasciato ai terroristi il controllo di una base militare della Multi-National Joint Task Force. Mercoledì ha avuto luogo il secondo drammatico assalto. Solo a Baqa vivevano circa 10.000 persone che in gran parte sarebbero riuscite a fuggire attraversando il lago Ciad, dove a centinaia sarebbero ora intrappolate sulle isole.

I cadaveri giacciono sulle strade, chi è fuggito non è riuscito a seppellire i morti, e si teme che ci siano "oltre 2.000 persone uccise". Baqa "è stata completamente devastata, le case date alle fiamme".

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Tra i villaggi periferici di Baqa distrutti figurano quelli di Dorn-Baga, Mile 4, Mile 3, Kauyen Kuros e Bunduram". Qualora i numeri venissero confermati dalle autorità, si tratterebbe senza dubbio della carneficina più sanguinosa ed incredibile del gruppo terroristico.

Gli obiettivi di Boko Haram

Gli ultimi raid segnano pericolose vittorie per il gruppo terroristico che ottiene così il controllo dello Stato di Borno. È evidente come il Governo faccia grande fatica a controllare un territorio così vasto e complesso, dove qualunque gruppo ben armato riesce ad imporre il proprio potere. Le stesse truppe governative nell'aprile 2013 furono accusate di aver provocato una strage, sebbene di proporzioni minori: circa 200 morti e migliaia di case bruciate.

Boko Haram ha lanciato una campagna militare per proclamare uno stato islamico nel 2009 e ad oggi avrebbe sotto controllo molti territori al confine nord-orientale della Nigeria. Dall'inizio della guerra 1,5 milioni di persone sono fuggite nei Paesi circostanti, mentre migliaia sono state vittime degli scontri.

Anche il Camerun nel mirino

Il conflitto è divenuto più cruento nell'ultimo anno, quando il gruppo ha giurato fedeltà al califfo Abu Bakr al Baghdadi con un aumento notevole degli attacchi kamikaze soprattutto di donne.

Il capo di Boko Haram, Aboubakar Shekau, ha persino minacciato Paul Biya, presidente del Camerun, con un lungo video di 17 minuti diffuso su YouTube. Nel filmato Shekau sostiene che se Biya non pone fine al suo "piano malefico" farà la stessa fine della Nigeria, aggiungendo che i soldati non potranno fermare le milizie fondamentaliste. Boko Haram infatti sta tentando di fare breccia anche nel Camerun, ma il presidente ha richiesto l'intervento dell'aeronautica.

Intanto dilaga il fondamentalismo islamico dell'Isis, con la notizia di una esecuzione di due reporter in Libia accusati di servire una televisione contro Allah, sulla scia della strage a Parigi, al Charlie Hebdo.