Viaggia su internet l'ultima minaccia dell'Isis all'Europa. In un documento propagandistico e terroristico gli jihadisti prendono praticamente di mira il nostro Paese annunciando la solita conquista di Roma, ed ipotizzando di puntare i loro missili dalla Tunisia verso la Sicilia e dal Marocco verso la Spagna. Il documento di 100 pagine diffuso sulla rete, intitolato in inglese "Lo stato islamico 2015", contiene la chiamata alle armi per gli jihadisti europei, fotografie di combattenti, un lungo elenco di riferimenti Twitter, probabilmente i referenti in Europa per i fondamentalisti, e soprattutto una mappa con due centri rossi, una sull'Italia e l'altra su Roma.

Si tratta di una sorta di guida online che illustra gli obiettivi dell'Isis nelle zone in cui hanno un certo tipo di controllo e mostra la strategia di attacco nei confronti dell'Europa, ovvero colpirla al cuore con un attacco missilistico, accerchiandola via terra da ovest, est, sud, attraverso Spagna, Turchia ed appunto Italia. Possiamo però capire che in questo caso non si tratta di indifese città siriane ma di un continente che ha tutt'altre difese, così sofisticate da impedire che questo accada.

Possiamo affermare che questo tipo di minacce sono prive di fondamento, almeno per quel che ci riguarda, ovvero quella rivolta alla Sicilia, in quanto nessun missile in mano ai presunti combattenti tunisini è in grado di colpire le coste siciliane. Ci ricordiamo benissimo quanto accadde il 15 aprile 1986, quando vennero lanciati due missili SS-1 Scud dalla Libia verso Lampedusa il giorno dopo un grande attacco aereo degli americani su Tripoli al fine di uccidere Muhammar Gheddafi.

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L'attacco venne deciso da Ronald Reagan dopo l'attentato in una discoteca di Berlino frequentata da soldati americani, con 3 morti e 250 feriti. Gheddafi si salvò perché venne avvisato dall'allora presidente del consiglio Bettino Craxi. Nel bombardamento morì la figlia del dittatore libico di soli 15 mesi ed altri civili. I due missili libici non raggiunsero il suolo italiano ma esplosero ricadendo in mare a qualche chilometro dalla costa, per la loro ridotta gittata.

Scritto in un inglese incerto, forse a più mani, non è chiara l'autenticità né l'attendibilità del dossier, ma i nostri apparati di intelligence sono in allerta, ed oggi 3 febbraio il nostro ministro dell'Interno Alfano, firmerà i nuovi decreti di espulsione nei confronti di stranieri ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale. In Lombardia intanto un attacco hacker in favore dell'Isis è stato sferrato domenica verso un sito internet della Regione, quello della ricerca vitivinicola pavese Riccagioia di Torrazza Coste, dove nella home page è comparsa l'immagine di un terrorista accanto ad un bandierone nero. I carabinieri di Voghera stanno indagando, ed il sito è stato oscurato.