Facebook ha rimosso l’immagine di un nudo considerata di contenuto pornografico, ma in realtà era un celebre quadro di Modigliani, il cui video di presentazione era stato pubblicato da un museo di Losanna sul suo profilo, per pubblicizzare una mostra.

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Era un bellissimo nudo sdraiato, emblema dell’Arte del grande artista italiano, una figura femminile supina del valore di svariati milioni di dollari, ma per Facebook quel dipinto celeberrimo era semplicemente pornografia, e come tale andava oscurata perché contravviene alle norme sulla pubblicazione dei nudi, teoricamente non ammessa dal social.

Non è comunque facile togliere immagini lesive

Ma è lo stesso social dove circolano migliaia di foto ose’ che le persone ritratte chiedono di rimuovere perché lesive della loro privacy, ma che troppo spesso lo chiedono inutilmente.

Il nudo di Modigliani censurato per tre giorni da Facebook
Il nudo di Modigliani censurato per tre giorni da Facebook

Senza contare le immagini violente che sembra abbiano via libera quando devono descrivere violenza e terrorismo, come se in una classifica virtuale, si possano presentare immagini colme di sangue preferendole a quelle con qualche centimetro quadrato di pelle scoperta in più. Un corto circuito tra vita reale ed arte provocato dal 'protocollo nudità’ di Facebook che lascia ben in vista ciò che si vorrebbe occultare, ovvero la foto offensiva, ma che cancella quello che tutti dovrebbero vedere, come il quadro famoso dipinto nel 1917, ben cento anni fa, quando il comune senso del pudore doveva essere ben diverso da quello di oggi, anche se non sembra sia così.

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Colpa solamente dell'algoritmo?

E' di sicuro colpa dell’algoritmo che funziona da controllore, che misura la quantità di colore rosa (in questo caso quello del nudo del quadro, rispetto all’estensione dell’immagine), algoritmo che blocca anche siti ‘normali’ con particolari software che appellano come pornografia anche un primissimo piano di un viso.

In questo caso si tratta di un quadro di Modigliani postato sul sito della fondazione svizzera dell’Hermitage, per promuovere la mostraCapolavori della collezione di Emil Buhrle’.

Un algoritmo cieco e bieco lo ha rimosso, dimostrando quanto troppo spesso la tecnica prevalga sull’arte, anzi neanche la riconosce e la tratta come semplice immagine pornografica.

Secondo lo storico dell’arte Flavio Caroli: ‘Il nudo d’arte non ha mai, in verità, dato scandalo, dalla Grecia in poi, ed è quindi un non-senso, una perversione dei nostri tempi.’

Per fortuna il video in questione è stato in quarantena solamente per tre giorni e poi ripubblicato

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