Ha fatto discutere non poco la decisione della Corte di Cassazione presa lo scorso 10 febbraio con la quale ha annullato l'aggravante della crudeltà a carico di Salvatore Parolisi nell'ambito dell'omicidio Melania Rea. Ieri è stato aggiunto un nuovo tassello in seguito alla rivelazione delle motivazioni circa la condanna di Parolisi da parte della Cassazione che ha così giustificato l'assenza dell'aggravante della crudeltà a carico dell'ex caporalmaggiore dell'esercito e marito della povera Melania Rea, uccisa il 29 aprile di quattro anni fa. Per l'omicidio della donna Salvatore Parolisi è stato condannato a 30 anni di carcere, pena sulla quale dovrà ora pronunciarsi la Corte d'Appello di Perugia rideterminandone (al ribasso) la condanna.

Ecco quali sono state le motivazioni della Cassazione per le quali è stato annullato l'aggravante della crudeltà a carico di Parolisi.

Melania Rea: omicidio non premeditato, ecco perché Parolisi uccise la donna

Pur considerando Parolisi l'unico responsabile dell'omicidio di Melania Rea, moglie e madre della piccola Vittoria, uccisa nell'aprile del 2011 con 35 coltellate, la Corte di Cassazione non ha ritenuto valido l'aggravante della crudeltà. La pena di 30 anni già inflitta in appello all'ex caporalmaggiore dovrà ora essere rideterminata ma al ribasso e sarà tra i 16 ed i 24 anni di reclusione. Ma come mai la Suprema Corte ha deciso di annullare l'aggravante della crudeltà nonostante la quantità di colpi inferti sul corpo della povera Melania Rea? Le motivazioni sono state rese note solo ieri, quando è stata svelata la ricostruzione relativa all'omicidio della donna, avvenuto - a detta della Suprema Corte - in seguito ad un'esplosione d'ira dovuta ad una lite coniugale tra Parolisi e Melania Rea in merito all'infedeltà del marito.

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Secondo i giudici, dunque, Salvatore Parolisi avrebbe ucciso Melania Rea in un impeto d'ira. L'omicidio della donna non sarebbe dunque stato premeditato, tesi tra l'altro mai ipotizzata dagli inquirenti. Nella sentenza depositata ieri dalla Cassazione con la quale in 100 pagine spiega le motivazioni secondo cui Parolisi è ritenuto il solo responsabile dell'omicidio di Melania Rea, è reso noto anche come allo stesso Parolisi non sia stata riconosciuta l'aggravante della crudeltà nonostante la consistente reiterazione dei colpi poiché le oltre 30 coltellate confermate dall'autopsia sarebbero riconducibili ad un "dolo d'impeto". Venendo meno tale aggravante, dunque, l'ex caporalmaggiore otterrà uno sconto di pena. Per le ulteriori novità sul caso Melania Rea, vi invitiamo a cliccare sul tasto "Segui" in alto all'articolo.