Con le dichiarazioni del capo della Protezione civile Franco Gabrielli, si ritorna a parlare concretamente di rischio Vesuvio, dopo che da 14 anni il problema è stato accantonato dalle istituzioni. Il piano d'evacuazione (datato 2001) a seconda di molti esperti è insufficiente ed ha bisogno di un aggiornamento urgente. Le parole di Gabrielli sembrano quelle tanto sperate 'Il Vesuvio e l'area dei campi flegrei sono la zona più rischiosa al mondo non tanto per la pericolosità del vulcano, ma per l'alta densità abitativa'. 'Il piano d'evacuazione necessita di un aggiornamento che proprio in questi giorni sta avendo luogo' afferma Gabrielli.

Una situazione particolarmente delicata.

Da sempre il vulcano che sovrasta Napoli desta particolari preoccupazioni a causa di una probabile eruzione che potrebbe esserci nei prossimi anni, dato che è dal 1944 che il Vesuvio è in fase di quiescenza.

Cioè è attivo, ma non erutta dai tempi del secondo conflitto mondiale, nessuno sa quando, come e in che modo erutterà, ma gli esperti giapponesi della Tokyo University sono convinti di una cosa: avverrà a breve termine.

Il piano d'evacuazione è fermo dal 2001.

Nell'area vesuviana vivono tuttora circa 1 milione di persone, con una densità abitativa estremamente elevata, inoltre lo scenario urbanistico è cambiato con gli anni, infatti a causa dell'abusivismo edilizio intorno al cono del vulcano ci sono agglomerati posti fino a 400 metri d'altitudine circa. Il piano d'evacuazione del 2001 prevedeva lo sgombero dell'area per via terra attraverso la strada statale vesuviana, appositamente costruita anni fa. Come conferma Franco Gabrielli lo sgombero per via terra non sarà sufficiente, perché l'area interessata è troppo vasta, perciò nel nuovo piano sarà prevista l'evacuazione per via mare, tempo di esecuzione: massimo 72 ore.

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Quando il nuovo piano d'evacuazione?

Franco Gabrielli assicura che entro la fine dell'anno solare il nuovo piano sarà pronto, affermando di avere la questione a cuore al punto di essere protagonista di 'incubi notturni' data la serietà della faccenda. Lo stesso Gabrielli aveva già denunciato il mancato aggiornamento del piano ad ottobre 2013 nel salernitano in occasione di un convegno sul rischio Vesuvio.