Ormai quello di Michele Buoninconti, vigile del fuoco di Costigliole d'Asti originario del salernitano, è un volto noto. Lo abbiamo visto in tv in molte occasioni, nei servizi relativi alla scomparsa della moglie Elena Ceste, e abbiamo imparato a riconoscere il suo volto dalle foto sui giornali. Il comportamento di Buoninconti è sempe apparso un po' strano. L'uomo ora è in carcere con l'infamante accusa d'essere l'assassino della moglie e di averne abilmente occultato il cadavere.

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Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata (la rivista "Giallo"), l'uomo sarebbe sembrato piuttosto disinvolto e presuntuoso proprio nelle ore successive alla sparizione di Elena Ceste.

Le parole della testimone Nicola

Interessante risulta, in proposito, la testimonianza della vicina di casa Ester Nicola, la quale ebbe a riferire che mentre si trovava in compagnia dell'uomo il cellulare di Elena squillò. Nella circostanza Buoninconti si mise a ridere e la cosa sembrò davvero fuoriluogo. "Perché Buoninconti rideva?" viene da chiedersi oggi. Un uomo preoccupato dalla improvvisa scomparsa della consorte dovrebbe avere ben altre reazioni. La Nicola ha aggiunto- non è un dettaglio di poco conto - che da qualche tempo Michele Buoninconti aveva libero accesso al telefono di Elena Ceste, cosa che verosimilmente stressava molto la donna che, a 37 anni e con quattro bambini da crescere, non era neanche libera di rispondere al telefono senza l'odioso "filtro" di suo marito. Il bizzarro comportamento dell'uomo fu notato dunque da Ester Nicola che pensò che si trovasse in uno stato psicologico particolarmente delicato durante la gestione dell'emergenza in atto. Buoninconti leggeva gli sms inviati a sua moglie, come notato dalla stessa Nicola mentre si trovava in sua compagnia.

L'uomo verso il giudizio immediato

Michele Buoninconti attende intanto il processo che sarà celebrato con rito immediato perché il giudice si è fatto la convinzione che vi siano sufficienti elementi valutativi in ordine alla responsabilità penale del marito della Ceste.

La madre di famiglia ha lasciato ben quattro figli che ora sono stati affidati ai nonni materni, anche se non sarà certo facile superare il trauma subito e soprattutto crescere senza la presenza e il sostegno dell'indispensabile figura materna, ma anche del padre, se questo sarà condannato perché ritenuto responsabile di avere ucciso la moglie, forse per banali motivi di gelosia e di avere occultato il corpo in un canale a meno di un chilometro dalla casa di famiglia.