E' stata rinviata l'udienza di deposito dei video, si allungano ulteriormente i tempi per la definizione del procedimento penale relativo al delitto del piccolo Loris Stival, ucciso a otto anni lo scorso 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. L'infanticidio sarebbe stato commesso dalla madre, Veronica Panarello, di ventisette anni, gravemente indiziata dell'uccisione del figlio e attualmente rinchiusa nel carcere di contrada Petrusa ad Agrigento su disposizione di misura cautelare in carcere emessa 9 nove giorni dopo il delitto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ragusa Claudio Maggioni. L'ordinanza cautelare di custodia carceraria è stata confermata dal tribunale delle libertà di Catania che ha respinto il ricorso e la richiesta di scarcerazione della mamma presunta infanticida; la decisione del riesame è stata poi confermata dalla Corte di Cassazione.

Infanticidio Loris Stival, rinviata udienza deposito perizia video

E' slittata al 21 settembre prossimo, l'udienza di deposito - che si terrà nella stanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ragusa - della perizia sulle immagini riprese dalle telecamere degli impianti di video sorveglianza, sia privati che pubblici, utili agli inquirenti per ricostruire i movimenti in auto della mamma del bimbo. Le immagini registrate da più di quaranta telecamere sparse a Santa Croce Camerina in particolare dovranno fare chiarezza sul percorso fatto in auto da Veronica Panarello quel tragico 29 novembre in cui Loris perse la vita strangolato con delle fascette di plastica e poi fu abbandonato in un torrente nelle campagne ragusane nei pressi della zona del "vecchio mulino".

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Le immagini 'inchioderebbero' la mamma Veronica Panarello

L'udienza di deposito della perizia dei video era già stata precedentemente fissata per il 26 giugno prossimo. Il perito che è stato appositamente incaricato dal gip Maggioni Luca Losio. Mentre i consulenti di parte sono Pierdavide Scambi per la mamma del bimbo accusata del delitto, Giovanni Tessitore per la Procura della Repubblica di Ragusa e Maurizio Scalone per il padre del piccolo ucciso, Davide Stival, che continua a non credere nell'innocenza della moglie e che è convinto, fino a questo momento, della tesi sostenuta dall'accusa.