Non si fermano le indagini sul caso di Yara Gambirasio, la tredicenne ginnasta morta cinque anni fa nei pressi di Chignolo d'Isola. Il 3 luglio sarà processato Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato di avere assassinato la ragazzina. Numerosi sono gli indizi a suo carico, anche se il carpentiere ha sempre dichiarato di essere innocente. Negli ultimi giorni, la moglie di Bossetti, Marita Comi, ha deciso di rilasciare alcune importanti dichiarazioni, che sono state riportate dal settimanale "Oggi". Vediamo tutte le ultime indiscrezioni sul caso di Yara Gambirasio

Ultime news Yara Gambirasio, clamorosa testimonianza di Marita Comi: "Eravamo minacciati due mesi prima dell'arresto di mio marito"

A pochi giorni dal processo a Massimo Bossetti, la moglie Marita Comi ha voluto rivelare dettagli inediti sull'arresto del marito.

Negli ultimi giorni, Marita Comi ha ribadito più volte di ritenere il marito assolutamente innocente e di fidarsi completamente di lui e nell'ultima intervista rilasciata al settimanale "Oggi" ha affermato: "Mio marito era sorvegliato già prima del suo arresto, in ogni ora della giornata e in qualsiasi posto si trovasse. Mi ricordo che prima dell'arresto di mio marito vedevo spesso due strani individui aggirarsi nella strada davanti alla nostra abitazione; parlavano animatamente e fumavano", sono queste le ultime dichiarazioni della moglie di Massimo Bossetti, Marita Comi, che ha aggiunto: "Io e Massimo abbiamo parlato spesso di questi due strani individui, dato che si trovavano così vicini alla nostra casa e che non capivamo quali intenzioni avessero. All'inizio credevamo che fossero dei ladri, ma stranamente dopo l'arresto di Massimo sono letteralmente scomparsi dalla circolazione".

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Marita Comi ha poi concluso la sua intervista affermando di non sentirsi al sicuro: "Mi sento pedinata", sottolinea la la moglie di Massimo Bossetti. Tali dichiarazioni saranno prese in considerazione dagli inquirenti. Marita Comi e suo marito erano veramente pedinati prima dell'arresto di quest'ultimo? Per scoprilo occorre attendere l'esito delle prossime indagini.