Lo scorso 27 maggio l'Ambasciatore americano in Italia, John Philipps, ha riconsegnato al ministro Franceschini un dipinto paleocristiano romanico di un Cristo Benedicente rubato a Guidonia nel 1978 e finito nei cataloghi della casa d'asta Sotheby's a New York. Il reperto fa parte di una collezione di 25 capolavori riconsegnati dalle autorità americane all'Italia a seguito di confisca dopo le indagini condotte dalla Homeland Security Investigations che cerca di debellare il riciclaggio negli Stati Uniti di opere d'arte e reperti archeologici.

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La politica americana ci protegge 

In generale, parliamo sì di risultati che ci riguardano da vicino ma ottenuti grazie alla politica di prevenzione americana che serve a contrastare l'acquisto da parte di collezionisti dei reperti oggi provenienti da Siria e Iraq depredati dall'Isis per finanziare le proprie attività criminali e terroristiche.

L'Italia è da sempre uno dei centri principali dal quale partono i flussi di riciclagio e contrabbando verso musei e collezionisti privati, ed oggi è assai probabile che gli stessi canali siano utilizzati dai terroristi per il traffico di reperti che parte da Mosul, pertanto Guidonia - dove sarebbero ancora in corso indagini in tal senso - potrebbe risultare importante nella lotta a questo tipo di attività criminale.

Non solo vendita di petrolio e rapimenti come fonte di finanziamento per l'Isis che dunque starebbe trovando terreno fertile fra i collezionisti privati ma persino fra i musei e gallerie famose, nuova autostrada per reperire denaro che oggi sarebbe seconda soltanto alla vendita del greggio.

I 3 pilastri dell'Isis, intervista a Shawn Winter

In questo senso abbiamo intervistato in esclusiva per BlastingNews Shawn Winter, oggi consulente del dipartimento di stato presso il Consolato americano a Napoli, per avere un quadro il più chiaro possibile della situazione.

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Per Winter la vera conquista di civiltà, anche per i veterani delle forze armate, è salvare il patrimonio culturale:"alcuni ex ufficiali sono pronti a trasformarsi in monoument's man per assistere le autorità preposte alla repressione dei traffici di opere d'arte e reperti, le competenze tecniche delle polizie e degli archeologi potrebbero oggi non bastare" visto che si ha a che fare con gruppi terroristici con grosse capacità organizzative. L'ex comandante conferma le preoccupazioni sulla strategia dello Stato Islamico, infatti "secondo l'FBI e l'Interpol, l'Isis sta saccheggiando inestimabili manufatti e opere d'arte provenienti dai musei presenti nei territori che conquista utilizzandone i proventi per finanziare le sue gesta assassine", reperti poi "venduti - continua Winter - ai ricchi collezionisti europei e americani".

Pronti a proteggere e recuperare opere d'arte 

Come detto, questo traffico è ad oggi secondo solo alla vendita di petrolio: "sono tre i pilastri di finanziamento dell'Isis - spiega - il traffico di reperti e opere d'arte depredati rappresenta la seconda fonte dopo la vendita di greggio, superiore ai pagamenti di riscatti per i rapimenti".

Da qui la necessità di un supporto con diverse competenze alle autorità, i cosiddetti Monument's Man che hanno già "contribuito al ritrovamento di opere d'arte saccheggiate dai nazisti, ma non solo, durante la seconda guerra mondiale". Per concludere, Winter ci conferma che interessati a questi traffici ci sono anche alcuni famosi musei e gallerie, non solo privati collezionisti, che "hanno consapevolmente acquistato arte rubata nel passato e nel presente, la missione di oggi è localizzare questi reperti e portarli nei luoghi legittimi".