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Le polemiche riguardanti la riforma scolastica voluta da Matteo Renzi e dal ministro Stefania Giannini hanno riguardato, in questi ultimi mesi, la possibile infiltrazione nella Scuola del cosiddetto fenomeno del 'clientelismo', legato al rafforzamento dei poteri affidati ai dirigenti scolastici.
Il timore espresso ripetutamente dai docenti è quello che i dirigenti scolastici possano assumere un atteggiamento accondiscendente di fronte alle richieste provenienti da amici, parenti e conoscenti, ai fini di facilitare l'assunzione di un aspirante docente.
Gli episodi di corruzione legati alle assunzioni sono sporadici ma talvolta le pagine di cronaca portano alla luce alcuni tentativi di 'favoritismo' nelle immissioni in ruolo dei docenti. L'ultimo spiacevole episodio è accaduto a Napoli dove M.G., che svolge il ruolo di funzionario dell'Ufficio comunicazione dell'USR della Campania è sotto inchiesta con l'accusa di truffa aggravata e 'complessa attività fraudolenta' per aver cercato di favorire l'immissione in ruolo della figlia in una scuola primaria.

Falsifica documenti per favorire immissione in ruolo della figlia

La Procura di Napoli, a tal proposito e come viene riportato dal quotidiano partenopeo 'Il Mattino', ha avviato un'inchiesta per accertare quanto accaduto: intanto, all'uomo e alla figlia sono stati notificati due provvedimenti firmati dalla polizia tributaria della Guardia di Finanza ed è stato disposto il sequestro dei beni e delle disponibilità familiari, a scopo cautelare. 
Per quali motivi si è arrivati a tale provvedimento giudiziario? Ebbene, l'uomo, con l'intento di approfittare del suo incarico, ha presentato delle false documentazioni e attestazioni in merito ai titoli conseguiti dalla figlia: in tal modo l'uomo avrebbe assicurato alla docente un miglior punteggio che le avrebbe consentito di 'scalare' illecitamente la sua posizione nella graduatoria permanente e, di conseguenza, permettendole di ottenere l'immissione in ruolo come insegnante nella scuola primaria
L'effetto più grave di questo comportamento illecito, come sottolineato dal procuratore Giovanni Colangelo, è la truffa compiuta ai danni degli altri aspiranti che si sono visti negare ingiustamente l'assunzione in seguito al suddetto reato. Sono tuttora in corso le indagini della Procura di Napoli e gli accertamenti dovuti.