Continuano le 'beffe' sfornate dalla riforma Buona Scuola ancor prima di essere approvata. Questa volta riguardano decine e decine di docenti che, pur essendo iscritti alle Graduatorie ad esaurimento, rischiano di rimanere clamorosamente esclusi dal piano di assunzione.

Si tratta di quegli insegnanti 'congelati' Ssis inclusi nelle GaE con riserva che, dopo essere riusciti a vincere il concorso per accedere alle vecchie scuole di insegnamento, non sono riusciti a frequentare quei corsi per diversi motivi. Il problema nasce dal fatto che, dopo aver 'congelato' la propria posizione, nel 2009 il governo decise di chiudere le Ssis, ponendo, così, in una sorta di 'limbo' questi insegnanti, costretti di conseguenza ad ottenere l'abilitazione attraverso una strada diversa.

Riforma scuola, i congelati Ssis ancora fuori dalle assunzioni?

Dopo che lo scorso mese di settembre, Matteo Renzi annunciò il mega piano di assunzioni che avrebbe portato alla stabilizzazione di molti precari inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, quegli insegnanti iscritti con riserva nelle GaE, si precipitarono verso i corsi Tfa, con l'obiettivo di ottenere l'abilitazione e sciogliere, di conseguenza, la riserva. 
Dopo aver pagato fior di quattrini, rischiano però di non riuscire a fare in tempo a completare i rispettivi corsi come nel caso, per esempio, di chi si è iscritto a Padova, Urbino, Pisa, Bari, Cosenza e Palermo. Il Ministero dell'Istruzione aveva dato istruzione di chiudere entro il 31 luglio, anche perchè entro il primo agosto scade l'aggiornamento delle graduatorie di istituto.

Assunzioni, GaE e 'congelati Ssis': in arrivo un'altra beffa

Se la maggior parte dei 'tieffini' hanno frequentato il corso per arrivare in seconda fascia e, di conseguenza, ad ottenere la loro candidatura per le supplenze, il Miur non ha pensato ai 'congelati Ssis' che rischiano di rimanere ancora una volta fregati ad un passo dal traguardo.
Alcune università si sono adoperate per chiedere al Ministero un rinvio ma, al momento, non hanno ricevuto ancora alcuna risposta. Tenendo presente l'attuale situazione, non c'è da aspettarsi un 'tocco di bacchetta magica'.
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