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Novità importante nel caso di Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate di Sopra brutalmente assassinata nel novembre del 2010 e ritrovata senza vita solo nel febbraio del 2011. Le ultime news sull'omicidio di Yara Gambirasio aggiornate ad oggi 10 luglio si concentrano infatti sulla sentenza emessa dalla Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione che ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Massimo Giuseppe Bossetti. L'uomo, parso abbronzatissimo e molto dimagrito nel corso della prima udienza, rimane dunque in carcere con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere, uno stato di cose infamante che cozza e non poco con lo stato d'animo dell'imputato che si è comunque dichiarato sereno. Il processo al 40enne muratore riprenderà tra sette giorni esatti: l'impressione è che l'unica carta in mano al legale dell'uomo, Claudio Salvagni, sia la richiesta di annullamento della prova del DNA.

Yara Gambirasio, ultime news oggi 10 luglio: Massimo Bossetti resta in carcere, Salvagni insisterà sulla prova del DNA

A prevalere è stato dunque il parere del pg della Cassazione che in occasione della Camera di Consiglio aveva esortato i giudici a dire no alla scarcerazione di Bossetti per via del rischio di reiterazione del reato. Salvagni aveva presentato la richiesta nonostante un primo no giunto dalla stessa Corte nel mese di febbraio: 'All'epoca però - ha chiarito Salvagni - non era stata tenuta in considerazione la questione del DNA mitocondriale alla quale ci siamo appellati con la nuova istanza', circostanza diversa dunque ma sentenza identica. Le ultime news sul delitto di Yara Gambirasio aggiornate ad oggi 10 luglio riguardano dunque ancora una volta la figura di Massimo Bossetti, il presunto killer, che si trova adesso a sette giorni dalla seconda udienza del processo che lo vede imputato per omicidio. La strategia di Salvagni è chiara, ovvero richiedere l'annullamento della prova del DNA per prelievo difforme agli standard richiesti. Se dovesse ottenere un altro diniego le cose per Bossetti potrebbero però mettersi male anche perché ad oggi non è emersa alcuna particolare strategia difensiva da parte del pull di legali che ne cura gli interessi. Troppe le circostanze che l'uomo è tenuto a precisare, anche se su alcune c'è davvero poco da spiegare: paiono in particolare ingiustificabili le circostanze che lo hanno condotto a digitare chiavi di ricerca online quali 'tredicenni' o 'tredicenni vergini' se non con la voglia di assecondare una personalità quanto meno deviata e di soddisfare un desiderio certamente non sano. Come spiegare inoltre gli oltre tre quarti d'ora trascorsi a bordo del proprio furgone Iveco al di fuori dalla palestra di Brembate nel giorno in cui scomparve Yara? Seguiremo gli sviluppi della prossima udienza, cliccate il tasto 'Segui' in alto a destra se desiderate rimanere aggiornati.