Cielo, terra e mare: la Sicilia è l’isola dei misteri. Una perla del Mediterraneo anche per ciò che concerne gli enigmi del passato. La recente scoperta di un monolite antichissimo, rinvenuto a 40 metri di profondità nel canale di Sicilia, ha destato ammirazione e sorpresa in tutto il mondo. Alcuni aspetti della struttura, come ad esempio alcuni fori artificiali, farebbero supporre una chiara lavorazione da parte di una civiltà ben più evoluta tecnicamente di quanto si immaginasse.

Cosa l'ha colpita maggiormente di questa scoperta?

La scoperta ha acceso, inevitabilmente, la fantasie e le suggestioni anche dei fautori delle scienze di confine e delle ipotesi non convenzionali.

Sull'argomento è intervenuto il saggista e ricercatore Roberto La Paglia. Recentemente, nel suo volume ‘Mitologia Aliena’ ha posto in risalto numerose scoperte di tenore simile a quella avvenuta nel canale di Sicilia. Il ritrovamento si riferisce ad un blocco di pietra, della lunghezza di circa 12 metri, sul quale si notano tre fori; parliamo quindi di un monumento lavorato dall'uomo per scopi non ancora identificati. Le considerazioni, a questo punto, sono molteplici: in primo luogo le nostre conoscenze in merito al livello tecnico degli insediamenti mesolitici in quel preciso territorio debbono essere riviste, in secondo luogo ritornano alla mente vecchie storie, spesso considerate soltanto miti, che potrebbero invece nascondere un fondo di verità. Durante l’ultimo LGM (Last Glacial Maximum) il Plateau Avventura era collegato alla Sicilia e con essa formava una penisola; con il tempo e in seguito all'aumento del livello dei mari, nacque un arcipelago e tra queste isole quella di Pantelleria.

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Gran parte dell’area venne sommersa intorno ai 9300 – 9500 anni fa, un intero territorio le cui coste giungevano quasi alla Libia.

Rispuntano i miti atlantidei?

In questo scenario si collocano molte delle ricerche in merito al mito di Atlantide correlato alla Sicilia; sia pure in mancanza di altri ritrovamenti a supporto, la notizia potrebbe aprire un nuovo filone di ricerca in merito alla connessione con i racconti di Platone. Non dimentichiamo infine che il ritrovamento in questione si riferisce ad uno dei siti mesolitici più antichi finora conosciuti, e il fatto che proprio in quel periodo qualcuno fosse in grado di produrre tali architetture, sia pure nella loro semplicità, ci costringe a rivedere alcune delle informazioni storiche ufficiali.

C'è dunque spazio per teorie meno ortodosse?

Rimane la speranza che tale ritrovamento non cada nel dimenticatoio, come spesso accade, e che serva da sprone al bisogno di retrodatare e rileggere con diversi occhi la storia ufficiale. Una misteriosa civiltà era in possesso di abilità tecniche ed ingegneristiche tali da erigere monumenti quali il monolite siciliano, ciò avveniva in un periodo nel quale la storiografia ufficiale offre poco spazio all'inventiva e all'avanzamento tecnologico; in tal senso questo antico blocco di pietra, con tre fori regolari, diventa il simbolo di un nuovo modo di osservare il nostro passato, di rileggere i miti e avventurarsi alla ricerca di quelle antiche verità che ancora sopravvivono dietro la loro millenaria presenza.