Funerale da film americano per il boss Vittorio Casamonica. Italiani, famosi per l'amore dello sfarzo e dell'esagerazione. Simpaticissimi mattacchioni inoltre, si sa ed è forse questa nostra caratteristica ad averci resi padroni del mondo tanti e tanti secoli fa. Non abbiamo perso il vizio per l'ostentazione. Abbiamo sempre voluto mostrare di essere i "migliori", ma questa volta qualcuno ha dilatato oltremodo le tendenze già insite del nostro DNA con una dimostrazione di grande amicizia e dolore collettivo. "Baciamo le mani" si usava dire nella vecchia New York mafiosa degli anni '20, ma ora la tendenza è cambiata e si usa il "Famo festa" con accento romanesco visto che la sontuosa cerimonia funebre si è tenuta a Roma.

Ma chi era la personalità che ha meritato tanto rispetto e onore per la sua scomparsa? Nessuno di particolarmente famoso.

Si tratta "solo" di Vittorio Casamonica, 65 anni, uno dei pezzi grossi dell'omonimo club che viene ancora oggi ritenuto reo di semplici e trascurabilissime attività illegittime tipo usura, racket e commercio di stupefacenti in una porzione importante di tutto il territorio romano.

Come un set cinematografico

La scena a cui si è assistita meriterebbe di essere inclusa nel prossimo film di Frances Ford Coppola: una splendida carrozza ottocentesca trainata da sei cavalli; rose lanciate da elicotteri;  posters con immortalata la figura de Il Santo Vittorì, ma la ciliegina sulla torta è stata rappresentata da una orchestra che non si è limitata a suonare i soliti pezzi classici, o al massimo qualche canzone strappalacrime del compianto Califano. No, si è proprio puntato al massimo della teatralità eseguendo la colonna sonora de "Il Padrino".

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"Vittorio Casamonica eri er Re de Roma! Mo' conquista pure er paradiso". Un efficace slogan che se non si trattasse di una frase che dovrebbe commemorare un funerale, sarebbe anche stata utilizzabile per pubblicizzare i nuovi "Panozzi da Er Cipolla". "Sick sense of humor" a parte, e con tutto il rispetto che merita il Sig. Casamonica, quel che è successo oggi nella Capitale non è definibile propriamente "ordinaria amministrazione" ed è poco tollerabile che si sia concessa una commemorazione così imponente senza che nessuno mettesse lingua o si lamentasse: traffico bloccato, velivoli a bassa quota, centinaia di donne vestite a lutto e piangenti. Un corteo organizzato perfettamente. Ci si chiede come sia stato possibile ottenere determinate autorizzazioni. Il parroco afferma di essersi attenuto alle norme del Diritto Canonico e che non poteva rifiutare di svolgere la cerimonia.

Sui social network il Sindaco Marino dichiara di aver chiamato il Prefetto affinchè siano accertati i fatti con  inflessibilità e che non è ammissibile che i funerali possano divenire strumenti per inviare messaggi mafiosi. Il Ministro Alfano ha intenzione di presentare un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Interno sui funerali del boss.

Secondo Bonelli (Verdi) si è trattata di una palese "Sfida allo Stato"

Quando qualcuno muore gli si perdona anche il peggiore dei peccati, questo è l'insegnamento cristiano, ma ciò che rende perplessi è che nessuno sapeva nulla dell'organizzazione di questa mastodontica celebrazione. La Questura non ne aveva avuta notizia. Un corteo di 4 km con una carrozza trainata da cavalli sulla Tuscolana e ad alcuno è venuto il dubbio di indagare su cosa stesse succedendo. A Roma un elicottero può alzarsi in volo e gettare qualcosa su una qualunque piazza senza che le autorità sappiano. Sicuramente il "decuius" dev'essere stata davvero una brava persona, devota e dal cuore grande. Facilmente molto generosa nei confronti della Chiesa. Che egli riposi in pace, senza polemica.