Sembra non finire mai la maledizione Germanwings: dopo il precedente del 27 marzo in cui morirono 150 persone in un incidente sulle Alpi Francesi, causato dall'incoscienza del secondo capitano Andreas Lubitz e un altro atterraggio di emergenza a Venezia a maggio, oggi un altro episodio che suscita scalpore.

L'incidente di oggi

Secondo le poche indiscrezioni che trapelano dall'aereoporto San Giusto di Pisa il volo 4U887, un Airbus A319 partito da Roma e diretto a Colonia nella cabina di pilotaggio si è cominciato ad avvertire del fumo in cabina e il pilota è stato costretto quindi a chiedere un atterraggio di emergenza con il codice 7700 (che nel campo dell'aereonautica rappresenta l'emergenza più grave.

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A bordo 118 persone, ma dalle prime indiscrezioni sembra che nessuno sia ferito o versi in condizioni serie. Solo cinque membri dell'equipaggio hanno subito una leggera intossicazione e sono stati ricoverati in via precauzionale all'ospedale di Cisanello.

Sul posto ovviamente sono intervenute le ambulanze del 118 e i vigili del Fuoco.

Nessun intervento è stato necessario da parte dei Vigili del fuoco e il volo ha potuto riprendere la sua rotta per Colonia. Già fin da poco prima della partenza sembra che i passeggeri del volo abbiano avvertito odore di bruciato all'interno dell'aeromobile, che ricordiamo era anche partito in ritardo dall'aeroporto di Fiumicino.

Il precedente

Era il 27 marzo quando un aereo partito da Barcellona e diretto sempre a Colonia  con a bordo 150 passeggeri, mentre si trovava a sorvolare le Alpi marittime francesi è precipitato contro un costone di una montagna. I passeggeri a bordo sono morti tutti. In un primo momento si pensava ad un attacco terroristico, poi le analisi della scatola nera avevano escluso questa ipotesi facendo propendere per l'ipotesi più terribile: il suicidio del co-pilota Andreas Lubitz.

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Nelle conversazioni registrate infatti si ode il pilota sbattere violentemente contro il portellone di accesso alla cabina di pilotaggio, che fu chiusa appositamente da Lubitz, per portare a termine il suo folle piano suicida.