Trenitalia dà il via ai collegamenti ferroviari ad alta velocità sull’Adriatica, realizzati con i Frecciarossa, treni prodotti in Italia che raggiungono la velocità di oltre 300 km all’ora. La tratta Milano-Bari funzionerà a partire dal 20 settembre con due corse al giorno e ritorno, ma non mancano le polemiche. 

Non si ferma a Termoli

L'alta velocità bypasserà la città, penalizzando il Molise. Decisione negativa per lo sviluppo turistico del territorio che provocherà disagio anche ai pendolari. Una petizione è stata promossa dal gruppo "i molisani" su firmiamo.it "aiutiamo il molise", che trovate anche in Facebook. Inoltre, è stata inviata una lettera all'attenzione del Presidente di Trenitalia, Marco Zanichelli, dell'amministratore delegato di Trenitalia Vincenzo Soprano e del ministro Graziano Delrio che invita al ripensamento e chiede l'introduzione della fermata.

I promotori sostengono che l'alta velocità passa già da Termoli e che, senza alcun aggravio della spesa, si otterrebbe il grande beneficio del servizio per un territorio dalle grandi potenzialità. Occorre solo programmare la fermata, per il trascurabile aumento di 7-8 minuti, ottenendo anche una migliore modulazione della lunghezza della tratta. In questo modo, la media dei percorsi risulterebbe più coerente visto che la tratta Bari- Pescara raggiunge i 180 km, contrapposti ai 60 della Reggio Emilia-Bologna.

Il Salento

La corsa ad alta velocità ci porterà da Milano a Bari in 6 ore e costerà da 34 a quasi 250 euro! Un aereo low cost ci costerà meno. In realtà, l'alta velocità sarà effettiva solo da Bologna a Milano, perché occorrerà raddoppiare la linea. Il punto più dolente, in tutto questo, è che il Salento rimane la cenerentola d'Italia: pur essendo meta in ascesa di turismo estivo e culturale, viene ancora una volta tagliata fuori e dimenticata.

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Di fatto, ad oggi, la linea non collegherà Lecce, obbligando i passeggeri a cambiare treno. Bari rimane l'ultima porta d'Italia, pur dimostrando capacità attrattiva e buoni risultati rispetto al resto del territorio regionale.

Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei diritti", sollecita il governatore Emiliano ad essere il presidente di tutti i pugliesi, adoperandosi per non aumentare le disparità strutturali già esistenti. Il Governatore regionale si chiede perché è stato messo da parte nella decisione di escludere il Salento anche se trova legittimo l'operato di Trenitalia per la possibile perdita economica derivante dall'allungamento. Non ci sta alla divisione del suo territorio; chiede il dialogo con Trenitalia: sarebbe disposto a rifondere le perdite, è disposto a valutare una compartecipazione economica, e Trenitalia è disposta alla trattativa. A domanda risponde che ritiene giustificato il costo del biglietto, perché si tratta di un treno dal grande profilo che non può concorrere con le tratte aeree low cost.

Su "change.org" trovate la petizione relativa al caso che non ha ancora raggiunto le firme necessarie per essere presentata.

Per quanto riguarda il trasporto aereo,il presidente Emiliano intende vederci chiaro sui 12 milioni l'anno stanziati dalla giunta Vendola per la promozione della partecipata pugliese Aereoporti di Puglia alla low cost Ryanair, dati i procedimenti giudiziari in corso, e vuole conoscere le tesi contrarie all'iniziativa, pur ammettendo gli indubbi vantaggi per la Puglia.