“I pm sono pagati anche per sfidare l'impopolarità ma non per sfidare il buon senso”. Così si è espresso il pm Alberto Nobile in merito all’ondata di dissensi scatenata dall’accusa di omicidio volontario a carico di Francesco Sicignano, il pensionato che la notte di lunedì 19 ottobre ha sparato a un ladro introdottosi nella sua abitazione, uccidendolo. Nobili ha motivato la scelta della Procura di optare per un’imputazione così grave, spiegando ai giornalisti che contestazioni più lievi non permettono di svolgere alcune attività investigative (ad esempio le intercettazioni) e che dunque si è trattato di una forma di garanzia anche nei confronti dell’indagato; Nobili ha poi definito pressochè irrilevanti le presunte prove a carico di Sicignano, in particolare la questione sulla traiettoria del proiettile fatale, e affermato che le incongruenze nel racconto del pensionato sono perfettamente normali quando ci si trova sotto pressione. Insomma, la Procura sembra avere ben chiaro che Sicignano non è un assassino, tant’è che nei suoi confronti non è stato emesso nessun mandato di arresto, e ora si attendono i risultati dell’autopsia e delle analisi balistiche.

Ma cos’è successo quella notte?

Sicignano respinge duramente le accuse di chi lo ha definito uno sceriffo dal grilletto facile e afferma di non aver avuto alcuna intenzione di uccidere il ladro: “Se avessi voluto avrei potuto sparare anche agli altri due complici. Erano a pochi metri di distanza, giù in giardino. Ma ho sparato in aria per farli allontanare. Non c’era volontà di uccidere, non c’era nemmeno contro quel tipo che ho trovato nella mia cucina, naturalmente, a due passi dalla camera da letto, da mia moglie. È entrato dalla finestra che dà sul piano di cottura, ha fatto cadere una moka per il caffè. Mi sono svegliato, ho svegliato mia moglie”.

Il pensionato di Vaprio D’Adda possiede una possiede una pistola dal 1994, anno in cui è stato rapinato vedendosi puntare un’arma in faccia nel suo negozio di strumenti musicali, e dal 2008 dorme tenendola sul comodino: l’appartamento della madre, infatti, proprio sotto al suo, fu saccheggiato dopo che la stessa era già stata scippata per strada. È necessario, infine, ricordare che il ladro, un 22enne albanese, era stato espulso dall’Italia nel 2013, e pertanto si trovava illegittimamente non solo in casa della famiglia Sicignano, ma anche sul territorio italiano.

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