Abū Bakr al-Baghdādī è il capo dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, un'organizzazione terroristica posta in Iraq e Siria. È incluso tra i tre terroristi maggiormente ricercati dagli Stati Uniti. È il padre costituente dell'ISIS.Numerose sono state negli ultimi tempi le notizie sul ferimento o sulla sua uccisione, ma sono sempre state infondate, quindi anche la news che ci accingiamo a riportare sarebbe da prendere con le pinze.

Tanto per fare qualche esempio,il 21 aprile 2015 il settimanale "Newsweek" dichiarò che l'uomo era stato gravemente ferito durate un bombardamento delle forze americane nel mese precedente nella località di al-Baʿāj; il 13 maggio 2015, fonti irachene diffusero invece la notizia secondo la quale l'estremista era stato ucciso in una moschea di Tel ʿAfar, durante un bombardamento delle forze della Coalizione.

La nuova presunta morte di Al Baghdadi

Nei pressi di Anbar, i veicoli del convoglio sono stati completamente carbonizzati. Difficile ipotizzare che qualcuno ne possa essere uscito vivo. Se davvero Abu Bakr al-Baghdadi si trovava a bordo di una di quelle auto bombardate dai Jet iracheni, sulle sue sorti non ci sarebbero dei dubbi. "Il leadell'ISIS era a bordo di una di quelle auto ed è stato ferito", scrive l'agenzia giornalistica iraniana "Irna" (Islamic Republic News Agency), ma la realtà è che, nonostante le foto postate in internet raffiguranti il cadavere dell'auto proclamato Califfo, nessuno sa cosa ne sia stato di lui.

Fonti governative dichiarano chenella spedizione sono stati uccisi otto membri dell'ISIS, tra i quali due dirigenti: Omar al Kubaisi e Saad al Karbuli.

Lo stesso Iraq, che in un primo momento era certo della presenza di Al Baghdadi sul convoglio, ora smentisce. Intanto, l'esercito fedele al presidente siriano Bashar al Assad prosegue l'avanzata in Siria occidentale. I militari siriani e i guerrieri degli Hezbollah libanesi alleati, hanno riconquistato l'altipiano strategico di "Tal Skik", nella provincia di Idlib vicino alle postazioni degli eversivi, lungo l'autostrada che unisce Damasco a Homs, Aleppo e Hama.

Pure l'agenzia di Stato siriana "Sana", comunica che Tal Skik è già sotto il controllo dell'esercito siriano dopo una importante operazione militare favorita dalle truppe di terra e dai "raid" aerei russi che solo nelle ultime 24 ore hanno già compito più di 50 missioni. Si è rischiato anche un incidente tra aerei turchi e siriani. Ankara ha reso noto che i suoi F16 sono stati inquadrati dai sistemi di puntamento delle batterie anti missilistiche siriane vicino al confine sulla Siria.

È intervenuto nuovamentePutin,il quale ha affermatoche continuerà a sostenere il governo legittimo di Assad.

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