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Hanno fatto notizia i recenti bombardamenti della Russia contro l'ISIS, apparentemente molto efficaci. C'è chi, come l'America, accusa la Russia di colpire soprattutto civili, e c'è invece chi, stanco dell'insicurezza dell'Occidente, guarda a Putin come un possibile eroe, nella speranza che sconfigga i terroristi.

La situazione in Siria è più che mai complicata, ma gli esperti di terrorismo assicurano: l'ISIS è stata drasticamente indebolita. Dice il Dr. Afzal Ashraf, ricercatore della Royal United Services Institute: "questo mitico Stato Islamico sparirà in poche ore appena la comunità internazionale deciderà d'intervenire.

Si sono costruiti quest'immagine di supereroi perché hanno sconfitto l'esercito iracheno, ma ciò è successo non per la loro abilità o forza, ma semplicemente perché in tale esercito dilagava la corruzione e mancava una dirigenza decente, addirittura i generali fuggivano dal campo di battaglia. Il risultato è che lo Stato Islamico è apparso più forte di quanto sia realmente, e in verità non resisterebbe a lungo a un attacco serio e coordinato da parte delle grandi potenze".

Dice inoltre riguardo gli attentati terroristici: "la più recente strategia dell'ISIS è incoraggiare il terrorismo internazionale. Questo ha portato il mondo a intervenire contro i jihadisti; e se adesso non si vedono più sgozzamenti di ostaggi in TV, è perché quella tattica ha fallito, le richieste che i militanti facevano non sono mai state soddisfatte".

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Una ricerca dell'Henry Jackson Institute aggiunge che, tra tutti gli attentati degli ultimi 14 mesi, solo uno è stato davvero organizzato dall'ISIS, gli altri sono stati "lupi solitari" ispirati da essa.

Ma il declino dell'ISIS non finisce qui. Le combattive forze curde Peshmerga hanno fatto fuggire i jihadisti per le colline del Nord Iraq, conquistando villaggi intorno alla petrolificamente ricca città di Kirkuk, che ambiscono a conquistare definitivamente. Queste sconfitte militari (pare che metà dell'esercito jihadista sia stato ucciso), unite a un governo disorganizzato e a salari per i combattenti sempre più bassi, hanno causato nello Stato Islamico una diserzione di massa.

La situazione siriana rimane senza dubbio intricata, ma forse è il momento decisivo per le potenze mondiali, e soprattutto la più determinata Russia, di sconfiggere l'ISIS una volta per tutte.