Sono passati 9 anni da quel terribile omicidio nel quale perse la vita la giovane studentessa inglese, Meredith Kercher, fuori sede all’Università di Perugia. I tre imputati dell’efferato delitto in pochi mesi divennero i protagonisti di un reality senza fine. L’ultima gossipata, a distanza di mesi dall’ultimo processo, arriva su Raffaele Sollecito, uno dei principali accusati insieme alla allora fidanzata Amanda Knox, entrambi assolti per mancanza di prove.

Raffaele Sollecito si confessa in TV

Raffaele, capelli tirati all’indietro e fissati da un fermaglio, il volto pulito da bravo ragazzo, sebbene segnato dalle vicissitudini di cui è stato protagonista da quella “maledetta” notte di Halloween del 2006, è stato ospite alla trasmissione “OpenSpace”, diretto da Nadia Toffa su Italia 1. Nel corso del programma, il giovane pugliese ha raccontato di essere stato al centro delle attenzioni dei detenuti, che gli hanno rivolto numerose avances poco piacevoli.

Il carcere può diventare un vero incubo quando si è accusati di omicidio. È risaputo che gli altri detenuti vedono l'omicida di donne o di bambini come "il capro espiatorio" della propria rabbia e condizione di carcerato.

E Sollecito ha confermato proprio questo in diretta televisiva: "Parlavo di avances, attenzioni particolari, ossia quando c'era qualche detenuto che aveva mancanze affettive abbastanza forti, indipendentemente dalla sua sessualità, tentava approcci. Ci hanno provato? Sì, anche quando non me lo aspettavo, qualche volta è successo. Questa cosa non mi ha fatto per niente piacere, ma ho dovuto realizzare anche questo in carcere". È stato anche oggetto dei desideri di un’infermiera che lo osservava insistentemente, mentre si ritrovava nudo nella sua cella. Intervistato dalla presentatrice sui luoghi maggiormente rischiosi, Sollecito ha spiegato che cercava di evitare di andare da solo nelle docce e nelle trombe delle scale, nei cui ambienti non vi erano telecamere per lasciare quel poco di privacy e di dignità ai carcerati.

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Giorni lunghi ed interminabili quelli nel carcere, intervallati da momenti in cui Raffaele Sollecito ha sfiorato la follia, come ha ammesso lui stesso davanti alle telecamere Mediaset.

Dopo il carcere Raffaele Sollecito riscopre la vita

E ora? Da marzo scorso vive una vita “normale”, o almeno ci prova: fa tanto sesso con la sua nuova ragazza, legge, pubblica, esce. Le persone che lo incontrano per strada lo indicano, lo fermano e gli chiedono un “selfie”, ma lui si nega perché “Non mi sembra proprio il caso”. Ironia della sorte, dopo anni di tormenti e privazioni, di accuse e di insulti, oggi è una celebrità. Forse lo è stato sin dal momento in cui è stato nominato colpevole. Sollecito ha letto alcune pagine del suo libro “Ad un passo fuori dalla notte”, una sorta di memoriale alla Silvio Pellico (Le mie prigioni) al quale assomiglia in modo impressionante anche nei tratti del volto. Oggetto del desiderio dei carcerati, spesso potenziale vittima, proprio lui, che per anni è stato considerato il carnefice della giovane inglese.

Raffaele ha ribadito la sua innocenza e la sua estraneità ai fatti sanguinosi di quel delitto. Allora Meredith chi l’ha uccisa? Il suo libro questo non lo dice…resterà un mistero, o meglio,  l’ennesimo “cold case”.