Attentato suicida a Mardan. È almeno di 22 morti e 40 feriti il bilancio dell'attacco suicida avvenuto oggi, 29 dicembre nel distretto di Mardan, nel nordovest del Pakistan. Un kamikaze, con indosso un giubbotto carico di esplosivi, è giunto, a bordo di una moto, nei pressi di un ufficio della National Database and Registration Authority (Nadra). In quell'istante, diverse persone erano in fila per richiedere i documenti di identità.

La rivendicazione dell'attentato

L'attentato è stato rivendicato da un gruppo Jamaatul Ahrar, una fazione scissionista del movimento dei talebani pakistani.

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Il suo portavoce ha dichiarato di non essere responsabile delle esplosioni in luoghi pubblici. Secondo le prime dichiarazioni di un ufficiale della polizia locale, fatte al sito di notizie Dawn News, il kamikaze ha azionato il giubbotto esplosivo fuori dall'edificio, non appena è stato fermato da un agente della sicurezza. La forte deflagrazione ha provocato vittime quasi soltanto tra civili. La BBC, inoltre, ha confermato la presenza di circa una decina di feriti condotti negli ospedali della zona.

Altri attentati in Pakistan

Non è la prima volta che il Pakistan è oggetto di attentati terroristici. Infatti, già agli inizi del mese di dicembre, alle 10,30 del mattino, alcuni talebani kamikaze attaccano una scuola uccidendo 140 bambini dai 6 ai 18 anni di età. L'attacco è stato sferrato da sei uomini che indossavano giubbotti esplosivi. Non appena entrati all'interno delle classi, i terroristi hanno iniziato a sparare alla cieca. Un vero e proprio orrore a Peshawar a causa di un commando talebano che ha coinvolto una scuola con più di 500 fanciulli.

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Un'intera classe è stata anche costretta ad assistere alla morte brutale di un insegnante. La povera vittima è stata prima cosparsa di benzina e poi lasciata ardere viva dinanzi agli occhi atterriti degli alunni. Nelle scorse ore si è sparsa la voce circa l'arresto di alcuni uomini sospettati di avere contatti con l'Isis, il gruppo terrorista di stampo islamico. A quanto pare, vi è il sospetto che la strage, avvenuta oggi nel distretto di Mardan nel Pakistan del nordovest, è una risposta dello stesso Jamaatul Ahrar alla "guerra contro il terrorismo" messa in atto dalle autorità pakistane.