Luigino D'Angelo è il pensionato che si è suicidato per aver perso 100.000€ a seguito dell'acquisto di obbligazioni molto rischiose della Banca Etruria. A distanza di un po' di tempo, un ex dipendente di questa banca ha dichiarato di avere la sua morte sulla coscienza, ma perché? La Banca Etruria, pare che obbligasse i suoi dipendenti a vendere delle obbligazioni a rischio di perdita molto alto, presentandole come poco rischiose.

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Ovviamente, quello del signor Luigino è un caso estremo riguardante una persona che non è riuscita a reggere la pressione e per questo, purtroppo, si è suicidata.

"Ho Luigino sulla coscienza", la dichiarazione dell'ex dipendente della Banca Etruria

L'ex dipendente della Banca Etruria, Marcello Benedetti, ha rilasciato delle dichiarazioni piuttosto pesanti a "Repubblica", riguardanti la banca per cui ha lavorato per anni.

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Sembrerebbe, infatti, che Luigino non sia stato il primo a perdere così tanti soldi a causa delle obbligazioni vendute, infatti il testimone racconta che i dipendenti venivano obbligati a vendere ai correntisti come Luigino delle obbligazioni ad altissimo rischio, dicendo però che non avrebbero perso nulla, anzi, che ci avrebbero addirittura guadagnato. 

Ovviamente, queste dichiarazioni erano false, poiché le obbligazioni che i dipendenti dovevano vendere erano molto rischiose e a causa loro, persone come Luigino hanno perso moltissimi soldi.

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Cronaca Nera

Come racconta Marcello Benedetti, a Luigino aveva fatto firmare un documento al cui interno non si diceva nulla dell'alto rischio di quelle obbligazioni, anzi, nelle prime pagine c'era addirittura scritto "a basso rischio". 

I dipendenti non potevano ribellarsi alla Banca, in quanto alla fine di ogni settimana dovevano presentare i report per sapere se avevano raggiunto gli obiettivi. Insomma, era una lotta interna continua. Purtroppo, però, a Marcello è toccato proprio Luigino, un pensionato che, come tutti, non aveva molte entrate, e che in conseguenza della perdita di 100.000€, esasperato ha deciso di togliersi la vita.

Probabilmente Marcello Benedetti non riuscirà mai a superare il senso di colpa. Sicuramente, però, è da apprezzare la sua denuncia.  

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