Praticamente ogni volta che arriva il Natale, c’è qualcuno che scatena polemiche perché vuole vietare il Presepe a scuola, di far cantare canti natalizi e di far fare recite ai bambini “per non offendere quelli di altre religioni” – in particolare si pensa agli alunni di religione musulmana.

Una vera e propria lezione agli italiani perché non rinuncino alla propria identità cristiana – indipendentemente dalla fede dei singoli – è arrivata invece dai rifugiati musulmani e induisti di un centro di Candela (Monti Dauni), in provincia di Foggia, che hanno costruito presepi con le loro mani per “onorare chi ci accoglie”. Non solo: un’associazione islamica di Annone Veneto (Venezia) presieduta da Bouchaib Tanji, di origine marocchina, regalerà un presepe al proprio Comune.

Non per niente l’associazione si chiama “Assalam”, “Pace”.

Presepi fai da te al centro rifugiati di Candela

L’idea di fare realizzare presepi ai rifugiati di un centro di Candela – piccolo comune dei Monti Dauni – fa parte del Progetto Sprar (Protezione per richiedenti asilo e rifugiati) Free Entry, lanciato dalla cooperativa Iris di Manfredonia. I lavori sono stati eseguiti con pasta e carta riciclata – alimenti ed oggetti della realtà quotidiana – da profughi provenienti da Paesi africani, Pakistan, India, Iraq e Afghanistan.

I musulmani rilasciano dichiarazioni dello stesso tenore, improntate al rispetto della fede e della cultura del Paese che li ospita e alla disponibilità al confronto con gli “amici cristiani”. Sottolineano che questa unità è prevista anche dal Corano e affermano che è ingiusto strumentalizzare il crocifisso nei locali pubblici o le feste natalizie nelle scuole, dando la colpa ai musulmani, se si decide di vietarle. Per dimostrare ciò, hanno addirittura dedicato il loro lavoro alle vittime degli attentati di Parigi avvenuti venerdì 13 novembre, perché condannano chi uccide in nome di Allah.

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Associazione islamica di Annone Veneto dona un presepe al Comune

L’annuncio è dello stesso presidente dell’Associazione culturale “Assalam” (Pace), Bouchaib Tanji, che è anche a capo della Federazione Regionale Islamica. Comprare un presepe e donarlo al sindaco di Annone Veneto, Ada Toffolon, vuole essere un omaggio per ringraziarla di aver permesso che nel paese del Veneziano sorgesse questa struttura, ha spiegato Tanji in una videointervista per OggiTreviso.it pubblicata nei giorni scorsi. E’ un segno di pace, di convivenza e di integrazione, per chi come lui si è trasferito in Italia dal Marocco nel 1989 e dichiara che la sua famiglia ha “sempre vissuto” senza problemi la Festa del Natale. Tanji afferma anche di non capire le polemiche divampate in questi giorni in un periodo così delicato, un periodo che – se vogliamo limitarci all’ultimo anno – va dall’attacco alla rivista satirica parigina Charlie Hebdo del 7 gennaio scorso agli attentati avvenuti a Parigi il 13 novembre.

Il capo di Assalam è consapevole che si tratti di un periodo, di un qualcosa di passeggero, ma nel frattempo, conclude, i musulmani devono fare attenzione, anche per hanno addosso gli occhi di tutti: devono far capire che l’Isis e questo terrorismo non hanno religione o fede e che come musulmani, loro desiderano soltanto vivere in pace in Italia.