Un uomo di nazionalità israeliana è stato arrestato pochi giorni fa ad Istanbul, in Turchia, accusato di essere un trafficante di organi umani. A quanto pare era entrato in contatto con dei profughi provenienti dalla Siria e, approfittando della loro povertà e disperazione, voleva convincerli a vendere i propri organi. L'uomo è stato identificato come Boris Wolfman, un criminale in fuga ricercato da autorità israeliane e Interpol perchè già incriminato per traffico di organi umani e organizzazione di trapianti illegali in vari paesi.

Una situazione disastrosa fuori controllo

La situazione dei rifugiati, soprattutto a causa delconflitto in Siria, ha raggiunto livelli catastrofici. Si contano complessivamente quasi quattro milioni di sfollati ammassati in campi profughi densamente popolati, ubicati principalmente in Giordania, Libano e Turchia. I trafficanti di organi umani ovviamente approfittano della disperazione di queste persone che hanno perso tutto durante la guerra civile, proponendo loro di vendere i propri organi. L'esecuzione diinterventi chirurgici illegali programmati in piccole cliniche turche avrebbe fruttato diversi milioni di euro a scapito della salute dei donatori, a cui non venivano mai spiegati i rischi fisici e mentali conseguenti.

La crisi umanitaria ha acuito il traffico di organi umani

I vari conflitti in Medio Oriente hanno provocato un afflusso di milioni di rifugiati, facile bersaglio dei loschi trafficanti di organi. Un mercato nero molto fiorente proprio in virtù della grave situazione umanitaria, addirittura il numero dei cosiddetti donatori avrebbe superato di gran lunga quello dei compratori.

Un business molto fiorente e redditizio, a tutto vantaggio dei contrabbandieri senza scrupoli. La difficoltà nell'individuare questi criminali è dovuta soprattutto alla complicata ed enorme problematica di una immigrazione senza precedenti. La comunità internazionale non riesce a risolvere il problema, anzi sembra intensificarsi, e in questo contesto la criminalità si muove agevolmente.

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