Don Angelo Chizzolini risponde con un secco NO, a chi gli chiede se è pentito del suo gesto. Il parroco di Arnasco (Savona), ma anche di  Onzo e Vendone (altri due piccoli comuni dell'entroterra ligure), non si scompone affatto dopo le polemiche che lo hanno investito venerdì scorso, quando si è rifiutato si celebrare il funerale a una donna musulmana. Non è nuovo a queste iniziative: in quattro mesi questa è la sua seconda volta, tanto che i media ormai lo definiscono il 'sacerdote anti immigrati'.

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E proprio quando Papa Francesco invitava ad aprire le chiese ai profughi.

Il giovane prete in seguito negò di aver mai pronunciato quelle parole, con una precisazione: 'dovremmo accogliere tutti, è vero, ma qui ci sono altri problemi e non c'è spazio; inoltre, lo so per esperienza, questi immigrati spaccano tutto e trattano male le case'. In quel caso Guglielmo Borghetti, il vescovo di Imperia e Albenga, lo difese con queste parole: 'È stato soltanto uno sgradevole equivoco'. Il pomeriggio di venerdì don Angelo era stato chiamato a officiare il funerale di Dino Andrei, 76 anni, e della moglie di origine marocchina Aicha, 56, due delle cinque vittime causate da un’esplosione avvenuta nella notte tra il 15 e il 16 gennaio, per una fuga di gas. La donna non era battezzata, tuttavia aveva iniziato un percorso di avvicinamento e conversione alla religione cattolica; per questo motivo, il vescovo aveva permesso che il rito funebre di Aicha fosse celebrato nella chiesa insieme al marito.

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'Mi era stato chiesto espressamente dalla famiglia della vittima -  spiega monsignor Borghetti - anche se la nostra religione non lo consente ho autorizzato il funerale lo stesso, come atto di accoglienza e distensione: solo un bel gesto, in questo periodo di convivenza difficile'.

A don Angelo era stato richiesto solo un po’ di buonsenso

'Don Angelo è un prete molto giovane, forse ha preso troppo alla lettera le regole della chiesa - spiega ancora il vescovo - faremo una bella chiacchierata visto che in pochi mesi è già il secondo incidente di questo genere; tuttavia,  non è il caso di drammatizzare e farne una vicenda dalle proporzioni esagerate, rispetto a quanto realmente è accaduto'. Alfredino Gallizia, il sindaco del paese, come molti dei suoi concittadini quel giorno era in chiesa ed è costernato: 'Sapevo già che don Angelo si era rifiutato di celebrare il funerale alla donna, ma quando gli è stato imposto dal vescovo mi aspettavo un epilogo diverso: non solo non ha voluto benedire la salma, ma l'ha pure ignorata volutamente. Per guardare con fiducia al futuro - conclude amaramente il sindaco - ci sarebbe voluto un altro clima'.