A Colonia, la città che la notte di capodanno ha subito l'onta delle molestie sessuali, è stato fondato il primo giornale in lingua araba della Germania. La rivista 'Abwab', edita dalla casa editrice britannica New German Media Ltd,  è distribuita gratuitamente in 45mila copie e si prefigge di aprire una 'porta' ai rifugiati giunti in Germania.

La rivista, al suo secondo numero, presto diventerà un mensile e viene letta principalmente dai profughi di Siria, Iraq e Afghanistan, ma anche dai migranti provenienti dalla Tunisia e dal Marocco. I lettori sono prevalentemente persone arrivate in Germania da poco e che non conoscono ancora abbastanza bene il tedesco per disporre di altre fonti di informazione.

Aprire le 'porte' dell'integrazione 

Nella prefazione in arabo della prima edizione, pubblicata a dicembre 2015, il direttore Ramy Al Asheq scrive dei rifugiati: "vengono in un nuovo Paese di cui non sanno molto. Non ne conoscono la cultura, né la Società, né la politica".

Questo nuovo giornale, infatti, vuole aprire ai nuovi arrivati la porta alla vita ed alle opportunità in Germania. Da qui il nome 'Abwab' che, appunto, significa 'porta'.

A sperimentare questo concetto è stato lo stesso Al Asheq: quando il giornalista è arrivato in Germania, ha vissuto con una famiglia italo tedesca che lo ha sostenuto nel suo nuovo inizio. Al momento, poi, di proseguire nel suo percorso di vita, ha voluto ringraziare chi lo aveva ospitato, ma la mamma di casa gli avrebbe risposto "non ringraziarmi, ti ho solo aperto una porta".

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Ma chi è Al Asheq? E' un giornalista e scrittore  siriano palestinese ventiseienne, che nel 2011 è stato detenuto in Siria e in Giordania a causa delle sue pubblicazioni, secondo quanto  riferito dalla testata online del network Al Jazeera.

Abwab vuole essere soprattutto uno strumento di integrazione e spiegare ai suoi lettori le possibilità che esistono in un Paese avanzato come la Germania. Il progetto editoriale, secondo l'autorevole quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine, investe anche sul marketing etnico con profitti apprezzabili.