Si sta rivelando più complesso del previsto il processo a Massimo Giuseppe Bossetti, l'uomo accusato di avere causato la morte di Yara Gambirasio. Le novità al 3 febbraio 2016 riguardano l'importante presa di posizione di un  consulente della difesa, che oggi dice: "È impossibile che sia scomparso il dna mitocondriale". A parlare è il dr. Marzio Capra, il quale ha dichiarato ai colleghi del noto settimanale "Oggi" le sue perplessità in merito alle indagini sulla tragica morte di Yara, spiegando che sul dna trovato sul corpo di Yara Gambirasio sarebbe stato commesso un errore umano.

La difesa

I legali dell'imputato si dicono certi di riuscire a dimostrare l'innocenza del loro assistito.

Secondo l'interpretazione che consegue dalle parole del consulente Capra ci sarebbe il concreto pericolo che, in assenza di una spiegazione chiara in merito alla mancanza del cosiddetto dna mitocondriale di Massimo Bossetti, resteranno pesanti dubbi su un'eventuale sentenza di condanna, visto che le accuse sembrano poggiare in grande parte proprio sull'analisi del dna rinvenuto sui leggins e sugli indumenti della tredicenne di Brembate. Come mai è sparito il mitocondriale che è la parte più resistente del dna? Maurizio Capra ipotizza che sia stato commesso un errore umano. Nelle prossime settimane ne sapremo di più. Vi ricordiamo che il carpentiere di Mapello Bossetti si è sempre dichiarato non responsabile per i fatti che gli sono contestati, mostrando inoltre di sopportare male l'esperienza della detenzione nel carcere di Bergamo.

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Il tribunale della libertà ha per ora negato gli arresti domiciliari (con braccialetto elettronico) in quanto non sussisterebbero le giuste condizioni.

I tragici fatti

Yara Gambirasio viene descritta come una ragazzina studiosa che amava la vita e lo sport. Si allenava con profitto praticando ginnastica ma una sera, proprio rincasando dalla palestra che era solita frequentare, è accaduto qualcosa che al momento non trova una spiegazione. Era il 26 novembre 2010 quando i suoi familiari hanno perso ogni contatto con lei. Il corpo di Yara fu trovato casualmente qualche mese dopo, in un campo dove è morta di ipotermia, con alcune ferite da arma da taglio. Inizialmente si sospettò di un operaio extracomunitario poi uscito dalle indagini, che era stato coinvolto per un grossolano errore di traduzione. In seguito, grazie agli esami del dna, si è arrivati a Bossetti, ma le contestazioni della difesa potrebbero indebolire non poco quella che deve essere considerata la "prova regina" di questo delicato processo.